Chialamberto: l’alpinista Alessandro Tibone è morto perchè la fune si è spezzata durante la discesa

Chialamberto

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26/07/2016

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La procura di Ivrea ha nominato un collegio di periti che dovrà accertare le ragioni per cui la corda si è tranciata facendo precipitare il giovane nel vuoto. Oggi pomeriggio i funerali

E’ giallo sulle cause che hanno determinato il decesso di Alessandro Tibone, lo studente ventitreenne di Lanzo che la scorsa domenica ha perso la vita in Val Grande nelle Valli di Lanzo dopo una caduta di oltre quaranta metri mentre stava discendendo, insieme a un compagno di cordata, la parete dei Torrioni di Biollè. Il procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando ha aperto un fascicolo d’indagine per omicidio colposo a carico di ignoti. La procura intende indagare a tutto campo per accertare la dinamica dell’ennesima tragedia che ha avuto luogo in quell’angolo delle Alpi Graie.

Gl’inquirenti, in sostanza, intendono capire per quale ragione la corda con la quale il giovane alpinista si sia tranciata. La fune, che è stata sequestrata, sarà esaminata da un collegio di periti nominati dalla procura di Ivrea e del quale farà parte una guida alpina. Gli esperti dovranno chiarire se la corda si è spezzata a causa dello sfregamento sulle rocce o se si è sfilacciata per un presunto difetto di fabbricazione. Si tratta naturalmente di ipotesi sulle quali il procuratore ha intenzione di fare piena luce. Un dato è certo: il giovane alpinista è precipitato mentre stava effettuando la discesa in corda doppia dai Torrioni del Biollè.

La tragedia si è svolta in pochi secondi e così improvvisamente che il ragazzo non ha potuto appigliarsi neanche ad uno spuntone di roccia. Neanche il compagno di cordata ha potuto in qualche modo evitare la caduta fatale. Quando i medici del 118, avvisati dall’amico in preda ad un comrensibile shock, hanno raggiunto in elicottero il corpo dilaniato del giovane, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Nel pomeriggio di oggi, martedì 26 luglio, avranno luogo i funerali di Alessandro Tibone: i genitori, i due fratelli, gli amici e i colleghi dell’Università lo accompagneranno nel suo ultimo viaggio terreno dall’obitorio di Lanzo, dove la salma era stata composta dopo il recupero da parte dell’elicottero del soccorso alpino, fino al tempio crematorio di Piscina. Mattia Giudice, il ragazzo che con Alessandro condivideva la passione per l’arrampicata montana e che quel giorno si trovava in parete con lui, non si dà pace. Mattia aveva già effettuato la discesa quando la corda alla quale Alessandro era appeso, si è all’improvviso spezzata. Una tragedia che ha sconvolto tuta la comunità lanzese, dove il giovane e la famiglia sono conosciuti e apprezzati da tutti.

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