Turismo congressuale in Piemonte dopo la pandemia: opportunità che richiede nuovi approcci

26/05/2022

Un’agenzia regionale di attrazione a capitale misto pubblico-privato. La promozione anche utilizzando le reti di studenti, come l’Erasmus. Centri congressi adeguati e votati al digitale con una governance condivisa con le regioni confinanti. Sono queste le tre proposte elaborate dal gruppo di lavoro creato da Confindustria Piemonte per il rilancio post-pandemia del settore Mice, acronimo inglese che raggruppa Meetings (riunioni), Incentives (viaggi d’incentivo), Conferences (conferenze) ed Exhibitions (esposizioni/fiere). Il comparto si trova infatti ad affrontare una doppia sfida in Piemonte: adeguare l’offerta di fronte alla “remotizzazione Covid-19” di convegni, convention e riunioni di lavoro che potrebbe portare a una riduzione fino al 20% dei partecipanti agli eventi; ripensare di conseguenza le strutture esistenti adattandole ai nuovi trend digitali.

Investimenti urgenti, sottolinea Confindustria Piemonte, perché il settore tornerà presto a generare opportunità interessanti. Innanzitutto, perché il 60% dei partecipanti ad eventi Mice teme infatti di restare “tagliata fuori” dai circuiti commerciali, è la cosiddetta Fomo, fear of missing out. Di conseguenza a livello europeo il solo turismo congressuale che valeva 91 miliardi nel 2019, tornerà su quei valori già l’anno prossimo, dopo l’abisso del triennio 2020-2022 quando si è scesi a 26 miliardi di media. Per cogliere al meglio queste opportunità esistono risorse importanti a livello nazionale, per la ripartenza del turismo il Pnrr destina circa 2,4 miliardi con l’obiettivo di digitalizzare l’offerta e aumentare la competitività delle imprese.

SERVE UN IMPEGNO PUBBLICO-PRIVATO PER ACQUISIRE GLI EVENTI IN MANIERA COORDINATA

Serve però un impegno diretto pubblico-privato sul campo, secondo il gruppo di studio di Confindustria Piemonte, perché gli eventi vanno conquistati in maniera coordinata. Di qui la necessità di un’agenzia regionale, che metta in rete le sedi disponibili. Anche per cogliere una nuova tendenza inedita: per scappare dalla coda lunga della pandemia, molti eventi vengono sempre più spesso organizzati in località piccole, lontane dai grandi aeroporti e mezzi di trasporto, in virtù di una percezione di minor rischio e maggiore sicurezza sanitaria.

Ne consegue un potenziale inespresso negli alberghi di tutto il Piemonte, anche quelli più remoti. Già oggi il 79,8% degli eventi Mice in Italia si svolge in strutture alberghiere, contro il 3,6% dei centri congressi, ora la tendenza potrebbe accelerare. Non bisogna però dimenticare le strutture puramente congressuali già esistenti, che dopo la pandemia hanno bisogno di interventi di adattamento per essere più funzionali a convivere con eventi ibridi digitali e in presenza al contempo, essendo al contempo in grado di accogliere anche eventi virtuali. In quest’ottica, un nuovo grande centro congressi a Torino, secondo il gruppo di lavoro di Confindustria Piemonte, andrà valutato con prudenza. Per la promozione poi si potrebbe anche puntare ad istituzionalizzare il passaparola generato dalle migliaia di studenti italiani e stranieri che scelgono Torino e il Piemonte per i loro studi universitari, sia intervenendo sui progetti europei come l’Erasmus.

INVESTIRE SU PROGETTI CONDIVISI. IN ITALIA LA PANDEMIA HA INCISO SUL TURISMO, MENO CHE IN ALTRI PAESI

All’analisi di questo importante settore è stata dedicata una mattinata di lavoro dal titolo ‘Traiettorie per il turismo congressuale in Piemonte’ presso la UniCredit University di Torino. Ad aprire i lavori Federico De Giuli, presidente della commissione Industria del turismo di Confindustria Piemonte, che ha sottolineato come “dopo anni di stagnazione e di scarsa progettualità è ora il momento di ridiscutere gli obiettivi nel nuovo clima di concordia istituzionale e con il coinvolgimento dei privati. Bisogna investire su progetti condivisi con uno sguardo che sappia travalicare i confini regionali. Dobbiamo guardare a Milano e al corridoio dell’alta velocità, a Ginevra, Genova, Montecarlo e al tempo stesso migliorare la capacità di organizzare eventi più sostenibili in relazione virtuosa con il territorio attorno alle città. La capacità di organizzare eventi internazionali è fondamentale per la crescita delle filiere produttive e per gli atenei universitari. Servono le sedi fieristico congressuali ma anche i servizi connessi, la logistica necessaria, un modello di governo del sistema e azioni di comunicazione. Insomma c’è tanto da fare ed è troppo tempo che su questo segmento siamo sostanzialmente al palo”.

Ha poi portato il suo saluto Luca Milanesi, responsabile Corporate Nord Ovest di UniCredit che ha ricordato come “secondo l’Istat nel 2021 i flussi turistici di tutti i Paesi europei sono ancora profondamente segnati dalla pandemia, in Italia il trend però è meno negativo con un sensibile aumento delle presenze (+42,4 milioni, +22,3%) e degli arrivi (+8 milioni, +16,2%) rispetto allo stesso periodo del 2020. Nel Nord Ovest supportiamo 11.000 imprese clienti che operano nel settore del turismo con una copertura di quote di mercato dell’11% che supera quella a livello nazionale del 7%. Come UniCredit vogliamo essere in primo piano nell’accompagnare queste imprese e l’industria turistica mettendo le nostre competenze a disposizione, fornendo finanziamenti e consulenza ad ampio raggio”.

Filippo Monge, professore all’università degli Studi di Torino, SAA – School of Management, che ha presentato la ricerca sul settore Mice, prima della tavola rotonda cui hanno partecipato anche: Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo; Domenico Carretta, assessore Sport, Grandi eventi, Turismo del Comune di Torino; Lamberto Mancini, ceo GL Events Italy; Simona Olivadese, referente turismo UniCredit; Emilio Paolucci del dipartimento di Ingegneria gestionale e della produzione (DIGEP) al Politecnico di Torino; Vittoria Poggio, assessore al turismo della Regione Piemonte.

 

 

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