Ingria: con l’elezione di “Mister Giacomino” e il nuovo altare della chiesa riparte il turismo

10/08/2020

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Germano Bianco Levrin impersona il personaggio simbolo della Festa Patronale ingriese dedicata a San Giacomo. Per la realizzazione della sentita manifestazione hanno collaborato il Comune, la parrocchia, i residenti e il ristorante "Pont Viei"

Il nuovo Mister Giacomino Ingriese quest’anno risponde al nome di Germano Bianco Levrin, classe 1942, una vita dedicata alla famiglia e al lavoro tra Collegno e l’amata Ingria che nel periodo di lock down dopo tanti decenni ha significato per lui e per tanti altri il ritorno ad un luogo protetto e privilegiato rispetto alle grandi città. La patronale di San Giacomo, tenutasi lo scorso sabato 25 luglio, quest’anno ha infatti rappresentato un vero e proprio anello di congiunzione tra il passato e il futuro di questo piccolo borgo incastonato tra le montagne della Val Soana, che negli ultimi mesi è tornato ad essere, così come tanti altri paesi delle Valli Canavesane, un posto sicuro dove vivere e lavorare.

Mancava però quella regolarità di eventi che oramai da tanti anni caratterizzava il palinsesto turistico e gastronomico di Ingria, a causa delle restrizioni anti Covid che hanno causato l’annullamento di gran parte delle manifestazione previste per l’estate in corso. A Ingria si è seguito il motto de “l’unione fa la forza”: Comune, Pro Loco e gestori del ristorante “Pont Viei” hanno quindi rielaborato un’offerta di servizio che permettesse una ristorazione per soddisfare più gente possibile in base alle nuove normative; quindi anche quest’anno si è potuta festeggiare la Patronale di San Giacomo con messa, cena e tradizionale lancio delle lanterne, alla presenza anche del Deputato Alessandro Giglio Vigna e del Consigliere Regionale Andrea Cane, che hanno potuto anche partecipare all’inaugurazione del nuovo altare della Chiesa parrocchiale del Capoluogo.

Falegname, artista, intagliatore, maestro, in qualunque modo lo si definisca Daniele Rosso è stato l’assoluto protagonista della Patronale 2020 grazie alla sua splendida opera in legno di noce che ha donato non solo un nuovo altare alla Chiesa, ma soprattutto una vera e proprio opera d’arte contemporanea che contraddistinguerà le prossime generazioni di questo piccolo Paese che tuttora ospita soprattutto d’estate un folto gruppo di bambini e giovani, che sabato scorso hanno partecipato in gran quantità alle varie celebrazioni con l’entusiasmo di chi si appresta a rappresentare il futuro di questo Comune che non ha nessuna voglia di essere dimenticato.

Durante la benedizione e la consacrazione del nuovo altare da parte di Don Luca Pastore e del diacono Massimo Pignocco, si sono susseguiti gli interventi del Sindaco Igor De Santis e dei due rappresentanti di Parlamento e Regione che hanno ricordato i difficili mesi trascorsi in tempo di pandemia che da una parte hanno segnato un rassicurante “zero” in termini di contagi, ma dall’altra che non bisogna abbassare la guardia e continuare a dare il buon esempio rispettando le regole e il buonsenso civico anche in estate, dove per fortuna le case risultano finalmente piene di turisti e villeggianti. Particolare emozione ha quindi suscitato il nuovo altare del peso di circa 200 chilogrammi, lavorato interamente a mano da pezzi grezzi da Daniele Rosso, anch’egli abitante nel territorio di Ingria, legato al territorio e alle tradizioni di un tempo nonostante la sua ancora giovane età: un’opera che, come più volte ricordato durante l’omelia e i vari interventi, rappresenterà un simbolo di unione per le future generazioni, rimarcando quella forza che tiene insieme gli abitanti di Ingria come un’anima unificatrice che rende consci di quanto sia importante mantenere sempre vivo il fuoco della propria storia composta da edifici, persone, valori, tradizioni e ovviamente fede cristiana.

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