Salta il confronto sul Piano Sociale Metropolitano. Il silenzio dell’Appendino preoccupa i sindaci

Rivarolo Canavese

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27/06/2016

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All'indomani delle elezioni amministrative l'incontro è saltato e nessuno, finora, ha contattato i portavoce delle 11 aree omogenee. Alberto Rostagno: "Ci piacerebbe essere contattati dal nuovo sindaco"

L’esito delle recenti elezioni amministrative torinesi che effetto avranno sulla Città Metropolitana, formata da 11 aree omogene? Il lavoro svolto negli anni precendenti e riguardate gli interventi relativi al welfare, al comparto socio-assistenziale, allo sviluppo territoriale, che fine farà? La nuova sindaca Chiara Appendino, sarà disponibile ad un confronto con gli undici portavoce? E, nella fattispecie, qual futuro si prefigura per l’area omogenea numero 11, quella per intenderci dell’Alto Canavese, della quale è portavoce Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese? La preoccupazione è tangibile tra molti primi cittadini. Di certo di sa che la convocazione prevista per oggi, lunedì 27 giugno, dei portavoce per esaminare il Piano Strategico Sociale Metropolitano, è stato annullata.

Effetto del subentro? Può essere. Ma il fatto di non aver ricevuto nessuna comunicazione alternativa in merito, ha suscitato più di una perplessità e una certa preoccupazione. “Sappiamo soltanto che l’incontro è stato annullato – spiega il portavoce Alberto Rostagno -. Per il resto non sappiamo assolutamente nulla. Proccupazione? Non poca, perché la nuova sindaca non amministrerà soltanto Torino, ma anche tutta la Città Metropolitana”. Traduzione: che succederà adesso? Qual è la visione del Movimento Cinque Stelle sulla gestione dell’ex provincia di Torino? E’ una visione Torino-centrica o l’importanza delle aree omogenee rimarrà intatta? Una cosa è certa: Chiara Appendino vorrà rivedere l’assetto non soltanto delle “municipalizzate”, ma anche quello della Città Metropolitana.

E se prima delle elezioni la presenza nella giunta del sindaco di Cossano Canavese Alberto Avetta, costitiva per i sindaci un punto di riferimento sicuro e affidabile, anche in virtù della perfetta conoscenza del territorio canavesano e delle sue molteplci problematiche, adesso i portavoce stanno facendo i conti, in attesa di notizie certe, con un concreto senso di smarrimento e senza alcun punto di riferimento certo. Almeno per ora.

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