Omicidio Rosboch – Il 10 febbraio l’udienza preliminare per Defilippi, Obert e Abbattista

Ivrea

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13/01/2017

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Il giudice dovrà decidere se accogliere o meno le richieste di rinvio a giudizio della procura di Ivrea per i quattro indagati. Due di loro hanno cambiato in corsa gli avvocati difensori

Si volgerà nella mattina del prossimo 10 febbraio, l’udienza preliminare che deciderà sulle richieste dei quattro rinvii a giudizio richiesti dal procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando in relazione all’efferato omicidio di Gloria Rosboch che ha avuto luogo esattamente un anno fa. Lo ha stabilito il Gip del tribunale di Ivrea Alessandro Scialabba. Alle 9,30 del 10 febbraio, dunque, si presenteranno in tribunale Gabriele Defilippi, 22 anni di Gassino (avvocato Carlo Piazzese) e suo ex amico e amante Roberto Obert (Celere Spaziante), 55 anni, di Forno Canavese, con l’accusa di omicidio dell’ex insegnante di sostegno presso la scuola media “Cresto” di Castellamonte, Caterina Abbattista, (avvocati Tommaso Levi e Gian Paolo Zancan) 49 anni, madre di Gabriele, accusata di concorso di omicidio e Efisia Rossignoli di San Giusto Canavese (difesa dagli avvocati Ferdinando e Fiorenza Ferrero), accusata di truffa ai danni della vittima.

Al termine dell’udienza preliminare il magistrato giudicante deciderà se accogliere le richieste della procura e fissare la data dell’inizio del procedimento penale che si preannuncia combattuto. Gabriele Defilippi ha cambiato avvocato: non sarà più il legale Pierfranco Bertolino a rappresentarlo ma il collega Carlo Piazzese. Anche la madre Caterina Abbattista, che si trova attualmente agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Gassino Torinese, aveva in precedenza di sostituire gli avvocati Matteo Grognardi ed Erica Gilardino con Tommaso Levi e Gian Paolo Zancan.

Il valzer degli avvocati difensori, fa presagire un sostanziale cambio di linea difensiva: la posta in gioco è alta. Defilippi e Obert rischiano l’ergastolo per attirato la povera Gloria Rosboch in un trappola, con la promessa di restituirle i 187 mila euro che la donna aveva consegnato all’ex allievo dal multiforme personalità in cambio di na nuova vita in Costa Azzurra, e di averla uccisa con un cavo durante il tragitto da Castellamonte a Rivara, nei pressi della ex discarica, dove il corpo martoriato della donna di 49 anni, fu gettato in un pozzo di decantazione del percolato. Caterina Abbattista ha già fatto sapere che rinuncerà al rito abbreviato.

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