Omicidio Mattioda: il Gip ha convalidato l’arresto di Cristina per l’omicidio del fratello Mauro

Castellamonte

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14/11/2017

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Nel corso dell'udienza preliminare, la donna reo confessa, ha confermato quanto ha dichiarato il giorno del fermo. S'indaga ancora sul tentato omicidio del padre

Il Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ivrea Alessandro Scialabba ha convalidato nella mattinata di martedì 14 novembre, l’arresto di Cristina Mattioda, 64 anni, la donna che ha ucciso, soffocandolo con un sacchetto di plastica, il fratello Mauro di 60 anni nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 novembre. La donna nel corso della sua confessione resa ai carabinieri della Compagnia di Ivrea e al sostituto procuratore della Repubblica Lea Lamonaca che coordina le indagini, ha anche confessato di aver tentato, nella stessa notte, di uccidere il padre Fiore Mattioda di 92 anni, non autosufficiente.

L’anziano avrebbe però reagito e Cristina Mattioda (assistita dall’avvocato Franco Papotti) avrebbe desistito dal tentativo di omicidio. L’udienza preliminare ha avuto luogo nella mattinata di martedì 14 novembre. Il Gip ha disposto che la donna, reo confessa, sia detenuta nel repartino psichiatrico delle Molinette. Anche nell’udienza preliminare la donna ha confermato quanto ha detto nel c orso della sua confessione. Sul tentato omicidio del padre che viveva con la figlia Cristina e il figlio Mauro nella grande villa di famiglia situata in frazione Spineto di Castellamonte, carabinieri e procura stanno indagando per chiarire ogni aspetto della confessione di Cristina Mattioda. Ieri, lunedì 13, il medico legale ha eseguito l’autopsia (si attende ancora il responso degli esami tossicologici) sul corpo di Mauro Mattioda e oggi, venerdì 14 novembre la procura ha rilasciato il nulla osta per i funerali che saranno celebrati giovedì 16 novembre alle 15,00 nella chiesa parrocchiale di Spineto.

Pare sempre più evidente che il delitto sia maturato in un clima in cui la depressione che aveva colpito Mauro Mattioda e quella di cui soffriva la sorella Cristina hanno giocato un ruolo preponderante. Sull’inchiesta penale investigatori e inquirenti mantengono il più stretto riserbo.

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