Ivrea: un’anziana di 85 anni tenta di togliersi la vita. Deve la salvezza agli agenti di polizia

Ivrea

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14/03/2016

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La donna aveva telefonato al 113 preanunciando la sua intenzione. Il 118 l'ha trasportata in extremis all'ospedale

A 85 anni credeva di non aver più un motivo per continuare un’esistenza, che probabilmente, le appariva insopportabile. Ha preso il flacone di farmaci e ne ha ingerito in grande quantità. Poi, prima che facessero effetto, nella notte tra sabato e domenica scorsi, ha telefonato al centralino del 113 dichiarando la sua volontà di togliersi la vita. Non ha fornito il suo indirizzo, ma il centralista di servizio, un agente preparato come lo sono tutti coloro che raccolgono queste implicite richieste di aiuto, è riuscito a rintracciare il luogo dal quale era partita la chiamata telefonica e ha inviato nel quartiere Bellavista di Ivrea una pattuglia di agenti.

Dopo essersi fatti aprire il portone di ingresso da alcuni vicini, dato che l’anziana donna non rispondeva il citofono, gli uomini del commissariato di Ivrea hanno dovuto sfondare la porta per poter accedere all’appartamento. La donna era distesa sul pavimento. Accanto a lei giacevano, vuoti, alcune confezioni di farmaci. Mentre uno degli agenti praticava alla donna il massaggio cardiaco il collega ha avvistato il 118. Il personale medico è giunto sul luogo del tentato suicidio in pochi minuti e, considerata la situazione ha trasportato a bordo dell’ambulanza la donna al pronto soccorso dell’ospedale di Ivrea, dove le è stata praticata la lavanda gastrica e una cura disintossicante. L’anziana non correrebbe pericolo di vita.

La donna può ringraziare il pronto intervento della polizia se si trova ancora in vita. Recenti studi hanno dimostrato che i fattori che inducono molti anziani a cercare di porre fine alla loro vita sono molteplici coma la solitudine, l’incapacità di affrontare i problemi derivanti dall’invecchiamento. E quando telefonano alla forze dell’ordine o a parenti e amici per preannunciare che stanno per compiere l’insano gesto, a giudizio di molti esperti in psicologia, si tratta di un’implicita richiesta di aiuto e di attenzione.

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