Inferno in piazza San Carlo: molti feriti sono stati curati negli ospedali di Ciriè e Chivasso

Ciriè

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04/06/2017

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E' un drammatico bilancio quello determinato dalla psicosi collettiva. Pronto soccorso in tilt in tutta la provincia. Un bambino è in condizioni disperate mentre due donne sono gravi a causa dei traumi da calpestamento

Oltre 1.500 feriti e un bambino di origine cinese di sette anni in condizioni disperate a causa dei traumi da schiacciamento per essere stato calpestato dal folla terrorizzata in fuga mentre migliaia di tifosi stavano assistendo, ieri sabato 3 giugno, alla finalissima di Champions League tra la Juventus e il Real Madrid, proiettato sul maxi-schermo allestito in piazza San Carlo di Torino.

Il bambino è stato ricoverato all’ospedale infantile “Regina Margherita”. Grave anche una ragazza di 26 anni che si trova in coma all’ospedale Molinette per gravi traumi da schiacciamento; altrettanto grave è una seconda donna.

Un bollettino di guerra in continuo aggiornamento.  Le migliaia di feriti sono stari trasferiti e curati in tutti gli ospedali della provincia di Torino: una trentina sono stati trasportati al presidio ospedaliero di Ciriè e più del doppio al pronto soccorso dell’ospedale di Chivasso che è andato letteralmente in tilt. Le forze dell’ordine stanno raccogliendo ed esaminando tutti gli oggetti e di documenti ritrovati in piazza San Carlo e nelle vie adiacenti dove la folla terrorizzata ha cercato rifugio. Per il ritiro verrà allestito un punto a Palazzo di Città.

Il sindaco di Torino Chiara Appendino, che si trovava a Cardiff per assistere alla finalissima, ha annullato la domenica ecologica. Sui social network tanti tantissimo tifosi canavesani e chivassesi stanno postando commenti e immagini dei pochi attimi di terrore che hanno sconvolto Torino.

Non è ancora chiara la causa scatenante di quei pochi, devastanti minuti di panico. Non  è ancora stato accertato il lancio di un petardo mentre sembra prenda sempre più piede l’ipotesi che a cedere, sotto la pressione degli astanti, sia stata una ringhiera che porta a un sottopassaggio.

La procura di Ivrea ha aperto un’inchiesta. Le forze dell’ordine stanno visionando i filmati per chiarire la dinamica della tragica vicenda che avrebbe potuto registrate un bilancio ancora più pesante.

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