Castellamonte: scoppia la protesta contro i migranti. Manifesti anonimi contro il parroco e l’accoglienza

Castellamonte

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13/07/2016

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Nel mirino don Angelo Bianchi, papa Francesco, il premier Matteo Renzi e il privato cittadino che ha messo a disposizione della Diocesi lo stabile che ha accolto 26 profughi

Il parroco accoglie i migranti? La cosa, evidentemente non piace a tutti a castellamontesi, almeno a giudicare dai manifesti, rigorosamente anonimi, che nei giorni scorsi sono stati affissi in pieno centro. Nel mirino dei contestatori, oltre al parroco dei Castellamonte don Angelo Bianchi, anche papa Francesco, il presidente del consiglio Matteo Renzi e il privato cittadino che ha messo a disposizione l’edificio dove i migranti hanno trovato ospitalità.

“Per i migranti c’è posto, tanto paghiamo noi” è il claim che ha caratterizzato gli ironici manifesti, affissi di notte e sui quali campeggiavano le fotografie dei personaggi religiosi e politici presi di mira. Il riferimento è esplicito: oltre un mese fa 26 migranti, che hanno miracolosamente raggiunto le coste italiane a bordo di barconi che stavano a malapena a galla, hanno trovato rifugio in frazione Spineto con l’assistenza della parrocchia nell’ambito di un progetto varato dalla Diocesi di Ivrea.

Il sindaco di Castellamonte, Paolo Mascheroni, non appena è venuto a conoscenza dell’affissione abusiva ha dato ordine agli agenti della polizia municipale e ai cantonieri del Comune di rimuovere tutti i manifesti. Dal canto suo don Angelo Bianchi non si scompone. Quando si è deciso di ospitare i migranti si era messo in contro che potevano crearsi attriti causati dalle difficoltà legate all’integrazione. Se qualcuno ha qualcosa da dire sull’iniziativa di solidarietà, sottolinea il sacerdote con ha che da recarsi in parrocchia a viso scoperto per esporre le proprie ragioni. Non sarà certo l’affissione sui muri di alcuni ironici manifesti a fargli cambiare idea.

A Castellamonte sono una sessantina i profughi che hanno trovato ospitalità e assistenza nelle abitazioni di privati e nelle strutture che fanno capo alle cooperative attive sul territorio.

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