Canavese, tre indagati per la morte di un’anziana ospite di una casa di riposo

Canavese

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30/06/2015

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Tre dipendenti di una casa di riposo nei guai: due con l'accusa di omicidio colposo e uno di favoreggiamento

E’ una di quelle storie che lasciano l’amaro in bocca, soprattutto quando la protagonista è una persona anziana. Lunedì 29 giugno, in tribunale a Ivrea, davanti al Gup, si è celebrata l’udienza preliminare a carico di due infermiere, accusate di omicidio colposo, e di un dipendente (per lui l’accusa è di favoreggiamento).

La figlia della vittima si è costituita parte civile. L’udienza è stata rinviata al prossimo 22 ottobre.

La vicenda giudiziaria riguarda la morte di un’anziana ospite di una casa di riposo canavesana, Secondina Pezzetti Tonion di 78 anni che, il mattino del 25 marzo 2013, è stata trovata priva di vita ai piedi della scala antincendio dell’edificio da una operatrice socio-sanitaria che era appena entrata in servizio e che ha immediatamente lanciato l’allarme.

Le indagini avviate dalla procura eporediese, invece, dimostrano il contrario e cioè che la donna sarebbe morta alcune ore prima del rinvenimento sulla base delle risultanze emerse dall’autopsia effettuata sul corpo di Secondina Pezzetti Tonion.

Il medico legale ha confermato che la morte è stata causata dalla caduta delle scale. Il dipendente della casa di riposo, accusato di favoreggiamento, avrebbe dichiarato ai carabinieri di Ivrea di aver visto la donna viva per ben due volte quella mattina.

L’esame autoptico contraddice la testimonianza: nell’apparato gastrico della donna erano ancora presenti resti di cibo consumati durante la cena della sera precedente. Calcolando i tempi dovuti alla parziale digestione del cibo, il medico legale avrebbe concluso che il decesso risalirebbe alla sera precedente e non alla mattina in cui il corpo sarebbe stato trovato privo di vita.

La procura ha indagato a fondo e, in breve tempo, ha individuato le due infermiere che erano in servizio quella tragica notte del 25 marzo e le ha iscritte nel registro degli indagati.

L’accusa è quella di non aver effettuato diligentemente il giro delle camere per assicurarsi che gli ospiti fossero tutti presenti: a giudizio del pm, se le infermiere avessero effettuato i controlli previsti, forse sarebbe stato possibile salvare la pensionata.

 

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