Borgomasino: Bellardi non è più sindaco e gli subentra Chimenti. Il “ribaltone” deciso dal tribunale

Borgomasino

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23/12/2018

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L'ex primo cittadino era giunto al quarto mandato: una condizione che non gli avrebbe consentito di partecipare alle elezioni comunali. A fare ricorso erano stati Salvatore Veneto e Mimmo Dellisanti

Ganfranco Bellardi (candidato dalla lista “Borgomasino per tutti) non sarà più il sindaco di Borgomasino: tra poche settimane subenetrerà Giovanni Chimenti (lista civica “Insieme per Borgomasino”) giunto secondo al termine delle elezioini amministrative che si sono svolto nello scorso mese di giugno. A decretare il “ribaltone” politico è stato il collegio giudicante presieduto dal giudice Vicenzo Bevilacqua del tribunale di Ivrea che ha accolto il ricorso presentato da Salvatore Veneto, Mimmo Dellisanti e altrei tre candidati: oggetto del ricorso era stata la denuncia dell’anomalia scaturita dalle urne. Gianfranco Bellardi era giunto al quarto mandato amministrativo e in virtù di questo non poteva più indossare la fascia tricolore di primo cittadino.

Bellardi si era dimesso nello scorso mese di settembre per consentire l’insediamento del commissario prefettizio che ha gestito l’ordinaria amministrazione in attesa del verdetto del tribunale in merito al ricorso presentato. In sostanza, dato che Bellardi era giunto al quarto mandato, la sua lista non avrebbe potuto presentarsi alle elezioni comunali. Salvatore Veneto e Mimmo Dellisanti spiegano che la contestazione inerente l’eleggibilità di Bellardi era fondata sul fatto che questi era stato eletto una prima volta il 13 giugno 2004, una seconda volta il 13 aprile 2008 e una terza volta il 26 maggio del 2013.

Nel 2004 era stato sfiduciato ben dopo la metà del mandato. Per i due esponenti politici l’ineggibilità era chiara. E per far valere quanto dispone la legge sui limiti del mandato elettorale, Veneto e Dellisanti avevano deciso di affidare la delicata questione a un legale.

Il collegio giudicante ha anche disposto che Bellardi e la lista che lo ha sostenuto dovranno anche pagare le spese sostenute da chi aveva effettuato ricorso. La sentenza sarà trasmessa, come prevede la prassi, alla Prefettura di Torino che richiamerà il commissario consentendo, in questo modo il legittimo insediamento di Chimenti.

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