Rivarolo: sulla centrale a biomassa “Non bruciamoci il futuro” chiede alla gente di scendere in piazza

23/06/2016

L’invito è rivolto a tutta la popolazione rivarolese. L’intenzione dell’associazione “Non bruciamoci il futuro” è quella di dare vita a una mobilitazione di massa in città, alle 20,30 del prossimo 8 luglio per manifestare contro l’esito della Conferenza dei Servizi indetto dalla Città Metropolitana che pare sia intenzionata rinnovare l’autorizzazione per i prossimi quindici anni della centrale a biomassa realizzata nell’area dell’ex cotonificio Vallesusa. Un rinnovo contro il quale il sindaco Alberto Rostagno si è opposto con tutte le sue forze, dato che, al momento, la Sipea la società che fa parte del gruppo Cofely-Engine ha ottemperato solo parzialmente alle prescrizioni relative alle emissioni dei fumi in atmosfera e, in particolare, dell’acido cloridrico e della risistemazione del piazzale sul quale si affaccia anche il salone comunale. La soluzione? A giudizio del primo cittadino sarebbe stato opportuno rinviare ogni ulteriore decisione a una terza conferenza dei servizi da convocare da qui a qualche mese, in modo da verificare se la società manterrà le promesse, ma questa è una strada, è stato sottolineato, che non è possibile praticare.

Certo, qualche risultato è stato ottenuto, ma non bastano per sciogliere le forti riserve del sindaco. “Abbiamo chiesto che il monitoraggio delle emissioni in atmosfera, in particolare dell’acido cloridrico sia effettuato non soltanto due volte l’anno, come proposto dalla Città Metropolitana e stranamente dall’Arpa – sottolinea Alberto Rostagno – ma abbiamo chiesto con forza che i controlli siano continui in modo da verificare se la centrale a biomassa bruci realmente cippato di legno e non scarti di lavorazione. Anche la risistemazione del piazzale è una condizione essenziale affinchè l’amministrazione comunale che io rappresento approvi il rinnovo della concessione. Dopodichè la Conferenza dei Sevizi facci ciò che crede, ma senza l’avvallo del Comune di Rivarolo Canavese”.

E poi c’è il problema delle due torri evaporatrici che la società che gestisce l’impianto energetico dovrebbe realizzare: non soltanto la loro costruzione richiederà tempi non certo brevi ma due giorni prima della convocazione della Conferenza dei Servizi la Sipea ha presentato un progetto approssimativo senza indicare scadenze nella realizzazione delle due torri evaporatrici: un altro segnale che al primo cittadino non è piaciuto. Basta con le promesse che non vengono mantenute. Prima devono essere prodotti risultati apprezzabili e poi seguirà la firma in calce al rilascio dell’autorizzazione per i prossimi quindici anni. La chiamata alla protesta dell’associazione ambientalista rafforza, in qualche modo, la posizione assunta dall’amministrazione comunale rivarolese.

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