21/12/2022

Cronaca

Riapertura della Rivarolo-Pont, nessuna data certa. Avetta (Pd) e Disabato (M5S): “La Regione dimentica il Canavese”

Pont Canavese

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I ritardi riguardanti l’annunciata e disattesa riapertura della tratta ferroviaria Rivarolo Canavese-Pont, continuano ad essere al centro di infuocate polemiche politiche. Il tema è salito nuovamente alla ribalta in Consiglio regionale, dove il consigliere del Pd Alberto Avetta e la capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato, hanno portato in aula la voce dei pendolari canavesani che da tempo attendono la riapertura della ferrovia Rivarolo-Pont, chiusa ormai due anni fa per permettere
l’elettrificazione della linea.

“Nonostante lo stanziamento di 6 milioni di euro per l’intervento, ai quali si aggiungono altri 9 milioni legati al Pnrr, al momento non abbiamo ancora avuto modo di vedere il progetto definitivo presentato da Rfi – spiegano gli esponenti politici -. Intanto il tempo passa e i piemontesi stanno perdendo la pazienza. Giorno dopo giorno sembra sempre più improbabile che si riesca a riaprire la linea il 1° gennaio 2024, così come annunciato a suo tempo dalla Giunta. Dovremo probabilmente attendere ben oltre, tra cantieri e collaudi, prima di vedere i treni tornare in alto Canavese. Lo dimostrano le affermazioni di quest’oggi dello stesso Assessore Gabusi, incapace di annunciare una data certa per la riattivazione della linea.

Unica nota positiva la volontà di risolvere il problema del passaggio a livello di Volpiano, sulla parte bassa della linea, ma anche da questo punto di vista non abbiamo ricevuto altro che promesse”.

Alberto Avetta e Sarah Disabato sostengono che sono condivise la preoccupazione del Coordinamento per la Mobilità Integrata e Sostenibile (Co.M.I.S.), degli amministratori e dei cittadini canavesani. “Condanniamo l’immobilismo della Giunta Cirio – concludono -. Invece di incentivare l’utilizzo dei trasporti pubblici, assistiamo all’operato di una Regione di fatto costringe gli utenti a spostarsi sul territorio con mezzi privati. Un danno per l’ambiente e un disagio enorme per gli abitanti di un territorio, quello del Canavese, che la Regione continua a mettere in secondo piano”.

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