10/12/2019

Cronaca

Inaugurata nell’Istituto Italiano di Cracovia la mostra “Memoria Storica e Culturale del Canavese”

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Venerdì 6 dicembre 2019 nelle sale espositive dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia è stata inaugurata la mostra “Memoria Storica e Culturale del Canavese”. La cerimonia ufficiale si è svolta nella sala conferenze alla presenza del direttore del centro, il dottor Ugo Ruffino, di personalità della cultura e della vita sociale polacche e di alcuni dei testimonial polacchi del progetto “La Memoria Viva”, che ha promosso l’evento. E’ stata anche l’occasione per presentare il progetto “Made in Canavese” con i sindaci di Ozegna (Sergio Bartoli) e di Montalenghe (Valerio Camillo Grosso).

Ad illustrare la mostra con Elso Merlo anche il presidente di Terra Mia, Emilio Champagne, e il presidente dell’Associazione “I Presepi ant ij Such”, Piero Carrera. Poi il vernissage (con l’Erbaluce di Caluso e il Nebbiolo Canavese) e i prodotti del territorio canavesano, e infine la visita alle sale espositive, dove sono stati presentati l’arte dei magnin (con la collaborazione dell’Ecomuseo del Rame, del Lavoro e della Resistenza di Alpette), gli artisti della ceramica di Castellamonte (con la collaborazione dell’Associazione Artisti della Ceramica in Castellamonte), la storia del Canavese (con la collaborazione delle associazioni Terra Mia e Archivio Storico Digitale Canavesano), le stufe e le tofeje (con la collaborazione delle Ceramiche Artistiche Camerlo), gli albori della Ico-Olivetti (con la prima macchina per scrivere portatile meccanica e le opere di Brenno Pesci dedicate agli ingegneri Camillo e Adriano Olivetti).

E ancora: i “Presepi anti j Such” (molto apprezzati dai visitatori), gli omaggi al Carnevale di Ivrea e all’Italia dell’artista Maurizio Grandinetti, il muso di una Fiat 500 (con la collaborazione di www.stile500.it), i quadri della pittrice Violeta Bodea Ciochetto che raccontano la nostra terra e le tradizioni canavesane, l’omaggio a Liliana Segre e a Marcello Martini con l’Olocausto, opera dell’artista Brenno Pesci, oggetti e opere provenienti da collezioni private e lo splendido addobbo floreale de Il Libro dei Fiori di Felicia Falletti. Il tutto per raccontare le nostre radici, la nostra terra o i nostri alberi che diventano arte, la manualità rappresentata dal lavoro del rame, la capacità di andare verso il futuro con l’Olivetti o la Fiat, la cultura popolare da raccogliere e rileggere, anche nei piccoli gesti quotidiani.

Una presentazione che non solo ha raccolto unanimi consensi, ma che dovrà essere prolungata oltre la data di chiusura inizialmente prevista per il 27 gennaio 2020. Rimarrà aperta infatti fino al 2 febbraio 2020, per poterla rendere fruibile anche a coloro che in occasione del 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz saranno ospiti del Centro Italino di Cultura di Cracovia.

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