Guerra in Ucraina: anche l’Unitalsi di Ivrea si è mobilitata. Ecco il diario di viaggio di un volontario

16/03/2022

Anche l’Unitalsi di Ivrea si è mobilitata per aiutare la popolazione Ucraina vittima di una guerra che sta devastando il Paese. L’Unitalsi, in collaborazione con altre associazioni canavesane hanno portato cibo, farmaci, generi di prima necessità e hanno condotto in Italia 3 giovani mamme e quattro bambini. Stefano Bersano, dell’Unitalsi, ha voluto raccontare questa straordinaria avventura in una sorta di diario di viaggio che volentieri pubblichiamo: ”

“Vista l’attuale drammatica situazione della popolazione ucraina, in Unitalsi Ivrea abbiamo deciso di dare il nostro piccolo contributo per aiutare i profughi in transito nelle zone di confine della polonia.
Nella giornata di lunedì 7 marzo 2022 siamo partiti insieme ad una carovana di 12 mezzi tra cui quelli di ‘Memoria viva’ e altre associazioni piemontesi. Destinazione le zone intorno a Przemysl, una delle cittadine più segnate dal passaggio di profughi in fuga dalla guerra. Abbiamo viaggiato dalla serata di lunedì per più di 20 ore, un viaggio continuo, impegnativo e scandito da poche essenziali soste per rifornimenti e cibo.
Nel viaggio di andata il nostro furgone Unitalsi era carico di aiuti; pannolini, salviette, cibo e medicinali raccolti dai volontari di molte associazioni e persone volenterose della zona. Scortati dalla polizia italiana prima e polacca poi, nella serata di martedì siamo giunti al paesino di Jaroslaw a 20km dal confine ucraino.

Il freddo pungente, una temperatura di -6 e il nevischio ghiacciato che cadeva quella sera rendono bene l’idea delle condizioni non facili che deve affrontare chi fugge dalla guerra. Lì, presso la Fondazione umanitaria abbiamo scaricato gli aiuti in diversi magazzini della zona e abbiamo trascorso la notte insieme ai migranti nel centro profughi di Boratyn.

Nella giornata di mercoledì alcuni volontari del nostro gruppo sono partiti alla volta di Leopoli per portare medicinali all’ospedale pediatrico. Altri invece si sono diretti verso il centro di accoglienza di Przemysl per lasciare una parte degli aiuti. Anche qui abbiamo trovato tante persone in fuga. Un grande centro commerciale (quello che spesso si vede alla tv) trasformato in centro di accoglienza, centinaia di persone in una fila ordinata e dignitosa per l’assegnazione di un posto di transito per dormire, mangiare e riposarsi in vista del tratto finale del loro viaggio verso altri paesi europei.

Nel pomeriggio ci siamo trasferiti a Cracovia dove ci attendevano alcuni profughi ucraini diretti ad Ancona. Siamo così riusciti a portare in Italia 2 giovani mamme con 4 bimbi (in foto). I loro volti, la gioia, i loro sorrisi e le loro lacrime quando hanno potuto re-incontrare i genitori anziani ci hanno ripagato da tutte le fatiche e i disagi del viaggio. Nel nostro piccolo, possiamo dire: Obiettivo raggiunto!

Durante questo viaggio brevissimo e molto intenso abbiamo incontrato persone meravigliose a partire dai compagni di viaggio. Tanti i giovani volontari polacchi che ci hanno accolti, ci hanno sistemati, ci hanno fatto sentire come a casa nostra. Le stesse cure e le stesse attenzioni che abbiamo visto anche nei confronti dei profughi. I centri di accoglienza lì sono le scuole, gli istituti, le palestre che nel giro di pochissimi giorni si sono trasformate in dormitori, in luoghi di passaggio; caldi, colorati ma soprattutto dignitosi e puliti. Davvero ci ha stupiti il vedere il popolo polacco così partecipe, rispettoso, organizzato e gentile.

L’emergenza continua e così anche il nostro aiuto verso gli ucraini. In Unitalsi Ivrea le idee sono molte e stiamo già pensando ad altre iniziative che vedranno la luce nei prossimi giorni e che potrete seguire nel sito www.unitalsi-ivrea.it. Grazie per l’aiuto e il sostegno che ci avete dato in questa iniziativa e che speriamo ci continuerete a dare”.

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