Arrivano i fondi del Piano di Rilancio: Avetta (Pd): “Un’opportunità per gli ospedali del Canavese”

18/07/2021

Il consigliere regionale del Partito Democratico Alberto Avetta ha presentato un’interrogazione rivolta all’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Luigi Genesio Icardi per comprendere quali intenzioni la Regione nei confronti degli ospedali canavesani. Il consigliere regionale canavesano sostiene in particolare che sia necessario “ripensare i presidi di Cuorgnè, Settimo Torinese e Lanzo, recuperare strutture dismesse come Castellamonte, rilanciare Caluso e Locana, estendere la telemedicina alle nostre valli”.

Si legge nel testo dell’interrogazione presentata in Consiglio Regionale: “Il PNRR (Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza) offre opportunità molto interessanti per la sanità territoriale – dichiara -. L’investimento complessivo è di 15,6 miliardi di euro: 8,6 per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del sistema sanitario e 7 per la medicina territoriale, le reti di prossimità, la telemedicina, ecc., attraverso potenziamento e creazione di strutture e presidi territoriali”.

In concreto, a giudizio dell’esponente politico del Pd, per il Piemonte significa poter contare su 270 milioni di euro con i quali realizzare di almeno 93 Case di Comunità e 27 Ospedali di Comunità. “Per il Canavese tutto questo costituisce un’opportunità straordinaria: insieme al tanto atteso nuovo Ospedale di Ivrea, potremo pianificare una rete di medicina territoriale più efficiente ed integrata – sottolinea Alberto Avetta -. Recuperando tutti i presidi ospedalieri oggi dismessi o sottoutilizzati. Dal momento che la Regione, in collaborazione con l’Asl To4, dovrà definire il piano degli investimenti entro la fine del 2021, vorremmo capire, mancando pochi mesi, come intende procedere e in che tempi e secondo quali modalità pensa di coinvolgere i territori interessati, a cominciare dai sindaci”.

Nell’interrogazione Avetta spiega come l’Asl T04 sia un’area ampia, non densamente abitata, in cui i cittadini sono costretti a percorrere lunghe distanze per raggiungere i presidi sanitari: da Chivasso e Settimo Torinese a Cirié per arrivare fino a Lanzo. Da Caluso a Ivrea per finire con Castellamonte e Cuorgnè fino a Locana. Un problema cronico che, con l’avvento della pandemia di Coronavirus, ha acuito ancora di più.

“Si tratta di un territorio in cui troviamo presidi sanitari da ripensare nel loro utilizzo (Cuorgnè, Settimo Torinese, Lanzo), strutture dismesse (ex ospedale di Castellamonte) ed altre ancora come Caluso e Locana, per le quali gli obiettivi del PNRR possono rivelarsi una grande opportunità di trasformazione e rilancio – conclude Alberto Avetta -. Le stesse considerazioni valgono per le risorse destinate alla digitalizzazione dell’assistenza sanitaria a cominciare dalla telemedicina, davvero preziosa per le nostre valli. Insomma, i soldi ci sono, stanno per planare sul Canavese, ma non vorremmo che planassero dall’altro anche i progetti, che devono essere discussi con i territori, a partire dai sindaci”.

 

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