VALPERGA, E’ STATA LA MENINGITE A UCCIDERE VITTORIO BONETTO. SI ESCLUDE IL CONTAGIO

Valperga

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09/01/2017

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Ogni allarmismo è fuori luogo, affermano all'assessorato alla Sanità della Regione Piemonte. Adesso si cerca di capire a quale ceppo appartiene il batterio che ha ucciso il giovane

Rimane soltanto da stabilire a quale ceppo appartiene il meningocco che ha ucciso Vittorio Bonetto, 25 anni, residente a Valperga deceduto all’ospedale Molinette di Torino nella prima serata di ieri, domenica 8 gennaio. Gli esami di laboratorio e quello autoptico che smentiscono quanto era stato affermato nella mattinata di oggi, 9 gennaio, dall’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte che aveva ancora definito come sospetto il caso. Nessuna psicosi  da contagio dunque: rimane valido l’invito rivolto dal sindaco di Valperga Gabriele Francisca, in accordo con i vertici dell’Asl To4, a tutti coloro che sono stati a contatto con Vittorio negli ultimi giorni in locali chiusi e per alcune ore, a contattare il servizio di prevenzione dell’azienda sanitaria per la profilassi, così come ieri era stato fatto con i famigliari del giovane con i soccorritori.

Valperga, e il Canavese in ogni caso, sono sotto shock per l’inaspettato decesso di questo giovane che tutti conoscevano per la sua vitalità e la passione per la bicicletta.  Sul suo profilo facebook i tanti, tantissimi amici e conoscenti danno sfogo al dolore e all’incredulità con post commoventi e intrisi di un’infinita tristezza.

La Regione in una nota spiega che non ritiene necessario modificare l’attuale offerta vaccinale contro le meningiti batteriche. “I casi di meningite meningocococcica che si verificano nella nostra regione sono del tutto rari e in diminuzione. L’attuale calendario prevede in offerta attiva e gratuita la vaccinazione contro la meningite da Haemophilus influenzae b e pneumococco sotto l’anno di età (3°-5°-11° mese), la vaccinazione contro la meningite di tipo C a 13-15 mesi e ai ragazzi di 15-16 anni”.

L’Assessorato regionale alla Sanità infine, sottolinea che, allo stato attuale, non sono giustificati situazioni di allarmismo che rischiano solo di creare problemi agli operatori dei servizi vaccinali delle Asl.

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