Sanità, 284 giorni per una colposcopia: l’Asl To4 corre ai ripari. Ambulatori aperti anche il sabato

Leinì

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15/11/2017

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Per fare fronte a liste di attesa che sono chilometriche, la direzione genrale dell'azienda sanitaria canavesana ha iniziato una sperimentazione per ridurre la tempistica. L'iniziativa si svolge nei mesi di novembre e di dicembre 2017

Duecentottantaquattro giorni per effettuare una colposcopia, quattro mesi per prenotare una visita allergologica: quello degli interminabili tempi d’attesa all’Asl To4 è un problema che, negli anni, si è incancrenito sempre più. Il fenomeno è ben noto ai vertici dell’pazienda sanitaria canavesana che, per ovviare alle lunghissime liste d’attesa per interventi e prestazioni specialistiche ha deciso di avviare una sperimentazione che vede medici e infermieri impegnati a tempo pieno anche il sabato e la domenica.

“La legge di conversione del Decreto ‘Balduzzi’ prevede che una quota pari al 5% del tariffario sia destinata al fondo liste di attesa. Attraverso questo strumento e a quanto previsto dal Regolamento aziendale sulla libera professione – spiega Lorenzo Ardissone, direttore generale dell’Asl To4 -, abbiamo avviato un programma sperimentale di riduzione dei tempi di attesa per interventi chirurgici e prestazioni specialistiche indicati dagli obiettivi regionali assegnati ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie per il 2017. Ora le sale operatorie e diversi ambulatori specialistici saranno aperti anche di sabato”.

La sperimentazione si svolge nei mesi di novembre e di dicembre e interessa l’attività chirurgica oncologica (per i tumori della mammella all’Ospedale di Ivrea, per i tumori della prostata all’Ospedale di Ciriè e per i tumori dell’utero all’Ospedale di Chivasso) e le visite specialistiche di dermatologia (sede di Ivrea), pneumologia (sede di Lanzo), endocrinologia (sede di Ivrea), gastroenterologia (sede di Chivasso), cardiologia (sede di Chivasso) e oculistica (sedi di Ivrea e di Ciriè).

Il sabato l’attività dei medici, degli infermieri e degli operatori socio-assistenziali interessati, è svolta fuori orario di servizio con applicazione del tariffario indicato nel Regolamento aziendale sulla libera professione.

“Questa sperimentazione comporta un onere di spesa pari a circa 55 mila euro – conclude il general manager –, che grava sulla percentuale del 5% accantonata ai sensi del Decreto ‘Balduzzi’. In ogni caso, la realizzazione del programma ha richiesto la disponibilità dei professionisti interessati, che voglio ringraziare. Una volta consuntivati i risultati della sperimentazione, valuteremo la predisposizione di un piano di rientro dei tempi di attesa relativi al 2018”.

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