Rivarolo, il sindaco Rostagno: “Sui tumori, Asl e Arpa collaborino per una prevenzione comune”

Rivarolo Canavese

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23/07/2016

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A giudixio del primo cittadino, medico d professione, le due strutture dovrebbero lavorare in stretta collaborazione, per dare vita a un vasto e capillare progetto di profilassi e prevenzione sia sanitaria che ambientale

Ben 1.700 decessi per tumori maligni soltanto nel 2013. Mille uomini e settecento donne. E tutti registrati nel bacino d’utenza dell’Asl To4. Un numero impressionante che fornisce al fenomeno una dimensione più che preoccupante. E impressionato e preoccupato è anche Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese. Sia come cittadino, come medico e infine come amministratore comunale. Alberto Rostagno, medico chirurgo ha prso parte alla presentazione del rapporto epidemiologico redatto dall’azienda sanitaria locale. Ovviamente il fatto che il territorio canavesano e quello della zona nord di Torino si registrino molti più casi di mortalità rispetto al resto della provincia di Torino non può che far riflettere: il tessuto fortemente industrializzato, la presenza di maxi discariche come nel caso di Chivasso e di Torrazza Piemonte, di centrali a biomasse per il teleriscaldamento come nel caso di Rivarolo Canavese, non creano di certo le condizioni migliori per evitare l’insorgenza di carcinomi dall’esito infausto. Basti pensare che i tumori che maggiormente hanno colpito la popolazione maschile nel 2013 sono legati all’apparato respiratorio e al colon-retto, mentre nella popolazione femminile è il tumore alla mammella e quello del polmone.

Le condizioni ambientali sono determinanti, ma lo sono anche lo stile di vita e le abitudini alimentari. L’azienda sanitaria locale riunisce cinque distretti sanitari: Chivasso, Settimo Torinese, Ciriè, Lanzo, Cuorgnè e Ivrea. E’ vero che la mortalità pare sia in lento decremento ma sta di fatto che il numero di decessi è eccessivo. “E indubbio che il fenomeno è impressionante e il fatto di essere secondi solo a Torino non costituisce un dato confortante – afferma Alberto Rostagno -. A mio giudizio sarebbe necessario disaggregare i dati: l’Asl comprende cinque distretti e la realtà a Settimo Torinese o quella di Chivasso e Rivarolo è differente da quella di Lanzo o di Ceresole Reale. Ciò non toglie che, per come la vedo io, oggi più che mai sia necessario che Arpa e Asl lavorassero in simbiosi in modo che la prevenzione sanitaria viaggi in parallelo con quella ambientale e analizzando quali sono le zone del territorio maggiormente compromesse. Al di là dei progressi significativi che la ricerca compie nel campo del trattamento dei tumori, la prevenzione rimane l’arma più efficace”.

Condizioni ambientali e stili di vita sono strettamente correlati. E’ anche indubbio che l’inquinamento atmosferico e i continui sforamento del tetto delle polveri sottili in atmosfera favorisce l’insorgenza delle patologie tumorali a carico dell’apparato respiratorio, soprattutto nei fumatori. L’inquinamento atmosferico è endemico. Lo è Chivasso come a Rivarolo Canavese dove ogni giorno il centralissimo corso Indipendenza è percorso da una cinquantina di mezzi pesanti e da migliaia di autoveicoli. La presenza della centrale a biomasse, d’altro canto, non migliora la situazione. La battaglia dell’amministrazione comunale e del sindaco Rostagno condotta nei confronti del continuo monitoraggio del contenuto delle emissioni dell’impianto in atmosfera non ha sortito, purtroppo l’effetto sperato: il primo cittadino non apporrà la sua firma in calce al rinnovo della convenzione alla Sipea decisa dalla Città Metropolitana in barba a ogni richiesta di rispetto delle regole. “Prima di autorizzare l’attività si sarebbe dovuto effettuare la valutazione di impatto sanitario (Vis). Una valutazione che non è stata effettuata – conclude il primo cittadino -. Se fosse stato così forse la qualità dell’aria sarebbe meno compromessa”.

 

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