Rivarolo Canavese: un libro racconta la tragica avventura polare di Adalberto Mariano

Rivarolo Canavese

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10/02/2016

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L'ufficiale di Marina era imbarcato sul dirigibile Italia, comandato da Umberto Nobile. Una drammatica vicenda che è entrata nelle storia

E’ la storia di una grande disavventura che si trasforma in un grande atto di eroismo. E’ la vicenda che ha visto protagonista Adalberto Mariano, l’esploratore polare nato a Rivarolo Canavese e della drammatica spedizione del dirigibile Italia. Una grande e disperata epopea raccontata dallo scrittore Gerardo Unia nel libro intitolato “Il Prefetto dei Ghiacci. Dalla tenda Rossa al Polo Nord a Cuneo. Storia di un esploratore polare diventato prefetto a Cuneo”. La presentazione del volume dedicato a questo importante rivarolese avrà luogo giovedì 18 febbraio alle ore 21,oo presso la sala consigliare del Comune in via Ivrea 60. Dopo il saluto agli intervenuti da parte del sindaco di Rivarolo Canavese Alberto Rostagno e dell’Assessore alla cultura Costanza Conta Canova, Stefano Merlo e Riccardo Poletto illustreranno al pubblico alcune note rivarolesi sull’ammiraglio Adalberto Mariano. L’ingresso alla serata è libero. In occasione dell’evento sarà allestita una rassegna bibliografica e documentaria a cura di Stefano Merlo.

Esperto ufficiale della regia marina Italiana, Adalberto Mariano, era un profondo conoscitore dell’Estremo Oriente, fu ufficiale d’ordinanza del principe Aimone di Savoia-Aosta, duca di Spoleto. Nel 1928, anche grazie alla sua esperienza di navigazione aerea, fu scelto per far parte della spedizione del generale Umberto Nobile con il dirigibile “Italia”, svolgendo in pratica le mansioni di comandante in seconda. Il resto è storia: il 25 maggio 1928, dopo aver sorvolato il Polo, il dirigibile, per un insieme di cause deviò dalla rotta, scese di quota e precipitò sulla banchisa dove cadde parte dell’equipaggio, tra cui Adalberto Mariani e del carico. Il dirigibile, alleggerito venne trascinato dai venti insieme al resto del personale di bordo verso un ignoto destino. Dopo aver raccolto provviste e quanto poteva essere utile, i superstiti si sistemarono alla meglio nella celeberrima “tenda rossa”. Dopo mesi, una sola delle spedizioni partite in soccorso dell’equipaggio dello sfortunato dirigibile, riuscì a salvare il generale Nobile e quel che rimaneva dell’equipaggio. Al termine dell’avventura artica Adalberto Mariano perse la gamba destra che gli fu amputata perché incancrenita dal progressivo congelamento. L’Ammiraglio morì a Roma il 27 ottobre 1972.

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