Montanaro: famiglia sinti accusata di rapina e truffa. In carcere a Ivrea un uomo di 60 anni e due figli

03/02/2018

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I nomadi hanno agito nella provincia di Modena e hanno messo a segno rapine e truffe ai danni di diversi anziani. Gli inquirenti ipotizzano che abbiano agito anche in Valchiusella ed Eporediese

Un’intera famiglia in carcere per aver compiuto rapine e truffe in Emilia Romagna: i carabinieri della Compagnia di Pavullo (Modena)hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip del tribunale di Modena Eleonora Pirillo. Destinatari dell’ordinanza giudiziaria sono stati Davide Riviera, 60 anni domiciliato a Montanaro, e i figli Sandro, 37 anni domiciliato a Sarzana in Liguria e Cinziano di 22 anni, domiciliato a Chivasso.

Tutti i membri della famiglia sono di etnia sinti e si trovano in carcere a Ivrea. Sono accusati a vario titolo e in concorso tra loro di aver compiuto tre rapine e nove truffe commesse nei comuni di Pavullo, Zocca, Montefiorino, Palagano e Nonantola: tutti i centri abitati si trovano nella provincia di Modena.

E non è tutto: inquirenti e investigatori sono convinti che i “colpi” compiuti siano più numerosi ed effettuati in alcuni comuni dell’Eporediese e della Valchiusella. Le indagini continuano anche in Canavese per verificare se l’ipotesi si fonda su basi concrete. Vittime della famiglia di rapinatori e truffatori erano, in genere, persone anziane che vivono in località isolate dell’Appennino modenese: sia il padre che i due figli si spacciavano per carabinieri, esibendo tesserini falsi e berretti con visiera e la fiamma, per tecnici addetti al controllo delle condutture del gas, agenti della polizia locale o per tecnici Enel.

Rapine e truffe avevano fruttato bottini consistenti: durante una rapina compiuta a Palagano la banda si era impossessata di 80 mila euro in denaro contante e gioielli.

E’ stato dopo una rapina compiuta a Pavullo che sono scattati, lo scorso 22 aprile, gli accertamenti a carico della famiglia sinti. In quell’occasione i tre uomini cercarono di forzare un posto di blocco dei carabinieri per sottrarsi alla cattura. Ma il loro tentativo di fuga non è riuscito.

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