“Canavesana”: protesta a Feletto. E è polemica sui 12 milioni stanziati per la sicurezza ferroviaria

Feletto

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07/08/2018

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Infuriati centinaia di pendolari che sarebbero penalizzata dalla soppressione della fermata alla stazione di Feletto e che si dichiarano pronti a una mobilitazione estrema. Ed è polemica sui 12 milioni di euro stanziati dal governo per l'adozione di un adeguato sistema di controllo marcia treno

Da ieri, martedì 6 agosto, i convogli ferroviari del Gtt, la società che gestisce la “Canavesana” viaggiano alla “folle” velocità di 50 chilometri orari a causa delle pesanti restrizioni imposte dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria a causa della mancata adozione di un adeguato sistema di gestione della sicurezza. Il risultato? Gli orari subiranno a causa di questa limitazione un allungamento dei tempi di percorrenza di 5 minuti in direzione Rivarolo e di 3 minuti in direzione Settimo. E la soppressione dal 27 agosto della fermata alla stazione di Feletto (prevista fino al prossimo mese di dicembre) ha l’obiettivo di compensare il prolungamento dell’orario di percorrenza. Nella serata di martedì 6 agosto è andata in scena la protesta dei cittadini. Alla manifestazione hanno preso parte decine di pendolari che hanno dato vita a un Comitato Spontaneo per evitare che Il Gtt penalizzi ulteriormente un servizio che è già scadente.

Francesca Bonomo, deputata del Partito Democratico, è vicina agli utenti e ai sindaci dei Comuni attraversati dalla ferrovia Canavesana: “Siamo a fianco dei pendolari e degli amministratori locali – afferma -. E’ impensabile che nel 2018 i treni siano costretti a viaggiare a 50 chilometri orari a causa delle inadempienze di Gtt”.

Una cosa è certa: quella di sospendere la fermata alla stazione ferroviaria di Feletto è stata una decisione unilaterale intrapresa dall’azienda di trasporti senza alcun preavviso e senza alcun confronto di sorta. Una decisione sconcertante che la deputata Francesca Bonomo giudica “incredibile”.

“Ed è ancora più incredibile visto che soltanto pochi mesi fa, grazie al lavoro di noi parlamentari e dell’ex ministro Graziano Delrio, oltre che della Regione, eravamo riusciti a stanziare quasi 12 milioni di euro finanziati con fondi FSC per intervenire sui passaggi a livello e proprio sulla sicurezza, attrezzando la Sfm1 con il sistema di controllo marcia treno. Senza dimenticare, poi, gli altri 6 milioni di euro messi a bilancio per elettrificare la tratta Rivarolo-Pont”.

Mercoledì 8 agosto è stato convocato un incontro all’assessorato ai Trasporti della Regione proprio per discutere ancora sul futuro della tratta ferroviaria. “Il Canavese non può fare a meno della ferrovia – conclude la deputata del Pd – che però deve essere moderna, efficiente e funzionale. L’auspicio è che Gtt possa intervenire quanto prima e adeguare le infrastrutture secondo i nuovi standard di sicurezza: le istituzioni hanno fatto la loro parte, ora tocca all’azienda mettersi in regola. Questi territori meritano un servizio pubblico all’avanguardia: ci batteremo in tutte le sedi affinché la Pont-Rivarolo-Torino-Chieri, che è tra le linee del sistema ferroviario metropolitano più utilizzate dai pendolari, venga definitivamente rilanciata”.

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