Fatturazione elettronica, il presidente Uncem Bussone: “Negozi montani a rischio chiusura”

Canavese

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10/01/2019

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A preoccupare è il complicato sistema di gestione della fatturazione nei comuni valligiani e dove nel campo del digitale e dell'informatizzazione, il divario con il resto del Paese è decisamente più ampio

In piena era digitale la fatturazione elettronica, che è obbligatoria dal 1° gennaio, è considerata dall’Uncem, l’Unione Nazionale che rappresenta i comuni e gli enti locali montani, una iattura perchè penalizza, a giudizio del presidente nazionale Marco Bussone incrementa il rischio desertificazione delle valli. “Altro che fattura elettronica, se vogliamo sconfiggere realmente il rischio desertificazione dobbiamo puntare su un versamento unico, annuale, forfettario per imprese ed esercizi commerciali presenti nei Comuni montani ad alto grado di marginalità.

Di certo un’imposta unica, a forfait, è – dichiara Marco Bussone -. L’unico strumento per garantire sopravvivenza a una rete di commercio storica o nuova, attorno alla quale la comunità si ritrova e si riconosce. Lo spiegheremo al ministro Tria e ai tecnici Mef”.

In sostanza a preoccupare l’Uncem è il complicato sistema di gestione della fatturazione elettronica nei comuni montani e nelle aree dove nel campo dell’informatica e del digitale il divario con il resto del Paese è decisamente più ampio. Ovvero: a giudizio del presidente nazionale Uncem sottolinea come nei paese montani, dove i commercianti e titolari degli esercizi pubblici sono anziani e registrano anche un calo di fatturato, la svolta digitale potrebbe causare un rilevante danno ai territori montali.

“Da sempre incoraggiamo lo sviluppo della digitalizzazione ma nell’attuale contesto potrebbe comportare un forte danno per i territori, causando, in un concorso negativo di situazioni, anche la chiusura degli esercizi di vendita e somministrazione. La fattura elettronica – conclude Bussone – diventa l’ennesima scure che cade sul suo percorso, già accidentato e difficoltoso. Prendiamo un piccolo Comune di 500 o 700 abitanti, dove abbiamo un solo negozio che fa le classiche pluri-attività del territorio, vendita di generi alimentari, di tabacchi e giornali. Si rischia quindi di perdere un punto importante per quel Comune, un ancoraggio sociale”.

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