Lodo Asa: non saranno i responsabili a pagare, ma lo farà Pantalone. Ossia i cittadini

Canavese

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13/02/2016

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Il presidente della Regione Piemonte Chimparino è stato chiaro: "L'arbitrato è come una sentenza: va rispettato". E invita i comuni a trattare con Ambrosini

Non sarà un nodo facile da sciogliere. Il “lodo Asa” rappresenta più di uno spauracchio: qualunque sia la soluzione adottabile, Stefano Ambrosini, commissario liquidatore dell’ex azienda consortile ha necessità di ricapitalizzare per evitare un disastro e dei soldi che i comuni dovranno versare, come ha sentenziato il collegio arbitrale di Ivrea, non può fare a meno. Adesso è iniziata la caccia ai responsabili del dissesto finanziario: a quegli amministratori che avrebbero dovuto vigilare e probabilmente non lo hanno fatto e a color che sapevano e non hanno mai detto nulla. In ballo ci sono 52 comuni, un ex consorzio e 37 milioni di euro, al netto delle spese accessorie, da tirar fuori. Chi sperava in un intervento diretto della Regione Piemonte, dovrà fare i conti con un’amara realtà. A Castellamonte, dove è stata inaugurata due giorni fa la nuova sede del Partito Democratico, il presidente della Regione Sergio Chiamparino è stato chiaro: “L’arbitrato è come una sentenza e come tale va rispettata”.

Una vera doccia gelata per chi pensava che fosse possibile trovare una scappatoia accollando magari il problema alla Regione. Sergio Chiamparino ha rivelato di aver più volte parlato con il commissario Stefano Ambrosini che si è dichiaro disponibile a individuare, di concerto con i sindaci, una soluzione praticale per evitare il default dei comuni. D’altro canto Chiamparino deve fare i conti con un “buco” di oltre sei miliardi di euro ed è facile intuire che l’ente superiore è disponibile a svolgere il ruolo di intermediazione ma non certo quella di banca di soccorso per rimediare agli errori altrui. E’ evidente che il problema ha radici profonde.

Nel frattempo in alcuni importanti comuni quali Rivarolo Canavese e Cuorgnè, giusto per fare un esempio, le amministrazioni sono cambiate e adesso si ritrovano a fare i conti, oltre ad aver dovuto sanare bilanci dissestati, con un’eredità che è quasi ingestibile. Può essere che abbia ragione l’avvocato Paolo Scaparone che propende per l’impugnazione dell’arbitrato, ma è anche probabile che abbia ragione anche Chiamparino che suggerisce di trattare con Ambrosini piuttosto che percorrere la strada del ricorso. Lunedì pomeriggio i sindaci si riuniranno nella sala del consiglio del municipio di Rivarolo con i legali dello studio Scaparone di Torino, per cercare di fare il punto della situazione. Comunque stiano le cose, in Canavese non va meglio che nel resto d’Italia: chi ha sbagliato non paga e a mettere di nuovo al portafoglio sarà, ovviamente, sarà sempre Pantalone. E cioè i cittadini.

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