La Regione stanzia 1,5 miliardi per nuovi ospedali, ma non a Ivrea. Ricca: sì al presidio unico del Canavese

Cuorgnè

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24/09/2017

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Il sindaco di Cuorgnè, Beppe Pezzetto, esprime la sua opinione sulla realizzazione dell'Ospedale Unico: discutiamo la proposta, ma pensiamo anche alle strutture sanitarie di prossimità

L’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte stanzia 1,5 miliardi euro per la costruzione di nuovi ospedali ma, ovviamente Ivrea e il Canavese, vengono tagliati fuori. Niente soldi, dunque. E non c’è da stupirsi: il Canavese è terra di eccellenze non solo tecnologche ma anche sanitarie, ma non avendo un’adeguata rappresentanza in Regione e nel Parlamento, paga assai cara questa colpevole assenza. In questo contesto il sindaco di Bollengo, Luigi Ricca, rilancia ancora una volta la necessità di realizzare l’Ospedale Unico del Canavese e in un’area tutta eporediese.
Quella della collocazione è una proposta che oggi, come nel passato, fa storcere il naso a molti di quei sindaci canavesani che dovrebbero appoggiare la proposta. Su questo tema interviene Beppe Pezzetto, sindaco di Cuorgnè che, in una nota, che volentieri pubblichiamo, spiega quel’è la sua posizione in merito all’Ospedale Unico del Canavese.

“Leggo sugli organi di stampa che la Regione investirà 1,5 miliardi di euro nel 2018 per la costruzione di nuovi ospedali. Leggo altresì che il primo cittadino di Bollengo, Luigi Ricca sollecita noi colleghi sindaci a riprendere in mano il dossier dell’Ospedale unico del Canavese individuando in Ivrea il luogo su cui convergere. Fermo restando il fatto che condivido assolutamente la necessità di attrarre investimenti sul nostro Canavese spesso “dimenticato” su partite strategiche, in alcuni casi, occorre dirlo, anche per la nostra incapacità di amministratori ad essere coesi, mi pare opportuno porre enfasi sull’esigenza di investire anche su strutture di prossimità già esistenti che, data la morfologia del territorio, sono state ritenute indispensabili. E proprio dalla estensione territoriale e dalle sue peculiarità “morfologiche” dobbiamo partire per individuare una eventuale area baricentrica e facilmente raggiungibile da tutti i cittadini canavesani su cui ipotizzare l’insediamento di un nosocomio di livello superiore. Argomento questo non scindibile per ovvi motivi da una attenta analisi del potenziamento/trasformazione, delle connessioni tra aree e verso l’Area Metropolitana di un più efficiente servizio di trasporto pubblico”.

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