La procura d’Ivrea apre un fascicolo sull’assassinio in Colombia dell’impresario di Barbania e della moglie

20/06/2018

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Su disposizione del procuratore generale di Ivrea Giuseppe Ferrando i carabinieri della stazione di Barbania hanno iniziato le indagini sulla morte dell'imprenditore edile italiano e della giovane moglie colombiana. Sull'assassinio è ancora giallo ed è intevenuta la deputata canavesana Francesca Bonomo

Anche la procura di Ivrea indaga sul duplice omicidio nel quale hanno perso la vita l’impresario edile di Barbania Roberto Gaiottino di 44 anni e la moglie, Claudia Patricia Zabala Dominguez, affascinante modella colombiana di 36 anni. Saranno i carabinieri della stazione di Barbania ad eseguire, su incarico del procuratore capo di Ivrea Giuseppe Ferrando, le indagini che culmineranno nell’esame autoptico della salma non appena sarà disposto l’arrivo in Italia. L’assassinio rimane ancora avvolto nel mistero. Sul giallo che circonda la morte dei due coniugi.

Sulla vicenda è intervenuta la deputata Pd Francesca Bonomo che è anch’essa di Barbania e che ha sollecitato l’intervento della Farnesina e dell’ambasciatore italiano a Bogotà. “La famiglia di Roberto Gaiottino ha il diritto di sapere la verità su quanto accaduto in Sudamerica – afferma la parlamentare canavesana -. Per questo ho chiesto alla Farnesina, insieme all’Ambasciata d’Italia a Bogotà, di attivarsi al più presto con le autorità colombiane per poter risalire all’autore del delitto e ai suoi complici”.

Intanto su questo delitto che per le modalità ricorda molto un’esecuzione, la policia national della Colombia sta continuando ad indagare: gli esperti stanno analizzando i telefoni cellulari dei due coniugi e stanno ricostruendo nei minimi dettagli il soggiorno di Roberto Gaiottino e della moglie con l’obiettivo di trovare un movente convincente che spieghi perchè il killer abbia atteso i coniugi all’uscita della pizzeria italiana nella quale erano andati a cena con un amico, li abbia avvicinati e abbia sparato loro cinque colpi di poistola a bruciapelo, due dei quali alla testa, prima di darsi alla fuga dileguandosi tra la folla.

In un primo momento si era pensato che il delitto fosse legato agli affari che l’impresario canavesano aveva avviato in Colombia, ma la famiglia ha smentito categoricamente che Roberto Gaiottino avesse relazioni legati alla propria attività nel Paese Sudamericano.

Si indaga anche sui legami che la moglie Patricia, hostess e modella, aveva continuato a intrattenere con il paese d’origine, anche dopo il suo trasferimento a Barbania dopo il matrimonio. L’imprenditore faceva parte da qualche tempo di “Mi Villa Italiana”, un gruppo del quale fannom nparte doversi professionisti attivi in Canavese. La coppia si era recata in Colombia per visitare i genitori della donna.

Ma al di là delle risultanze dell’inchiesta avviata dalla magistratura colombiana, quella eporediese sembra abbia l’intenzione di fare definitica chiarezza su questo tragico episodio di cronaca che presenta ancora molte zone d’ombra.

Dov'è successo?

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