Ivrea, assassinò un pensionato per derubarlo di settecento euro. Condannato a 18 anni

Ivrea

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12/11/2015

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L'assassino, reo confesso, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. La vittima era un anziano pensionato

Diciotto anni di carcere. Tanti dovrà scontarne Ferdinando Genovese, 56 anni, che aveva ucciso, per sua stessa ammissione, il pensionato Benito Peloso, residente a Ivrea, trovato cadavere il 2 aprile 2014 nel suo alloggio di via De Gasperi. Il decesso violento dell’uomo era confermato dall’esito dell’autopsia eseguita dal medico legale. In una prima ricostruzione gl’inquirenti avevano ipotizzato che Benito Peloso si fosse suicidato. L’esame autoptico aveva invece rivelato che l’uomo era morto per soffocamento: oltre ai segni di compressione riscontrati nel collo, nel cavo orofaringeo del cadavere era stato riscontrato un grumo di sangue provocato dall’introduzione forzata nella gola di un foglio di carta appallottolato.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, coordinati  dalla procura di Ivrea, grazie al determinante supporto dei Ris di Parma, sono riusciti a identificare l’assassino grazie alle tracce di Dna contenute nei piccoli brandelli di pelle rinvenuti sotto le unghie della vittima. Ma qual era il movente che ha spinto Ferdinando Genovese a uccidere l’anziano? I soldi. A dimostrarlo fu il fatto che dall’alloggio della vittima, dopo il delitto, sparirono settecento euro: ossia l’importo della pensione appena riscossa dall’ufficio postale. Le indagini compiute dai carabinieri consentirono di ricostruite nei minimi dettagli la dinamica dei fatti: dopo aver ucciso Benito Peloso, l’assassino chiuse la porta del bagno a doppia mandata e fece sparire la chiave. Genovese cercò anche di depistare le indagini cercando di far convergere i sospetti degli inquirenti su un conoscente. Nel contempo l’uomo tentò, telefonando ad alcuni amici, di costruirsi un alibi credibile.

Il giudice Stefania Cugge, nella tarda mattinata di ieri, al termine del processo penale celebrato con il rito abbreviato, a 18 anni di reclusione.

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