Il sindaco Pezzetto: “Il nostro territorio ha enormi potenzialità. Uniamo le forze”

Canavese

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28/08/2015

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A giudizio del primo cittadino di Cuorgnè, la Città Metropolitana dovrebbe potenziare la metropolitana leggera per il trasporto dei pendolari

Potenziare la viabilità in Canavese? Sarebbe uno spreco di denaro. Denaro che, tra l’altro, non c’è. La soluzione per risolvere il problema dell’intenso traffico sull’ex statale 460, causa anche di tantissimi incidenti mortali, è quello di fare in modo che la Città Metropolitana, l’ente che è subentrato all’ex provincia di Torino, investa le necessarie risorse affinchè anche il Canavese sia efficacemente servito dalla metropolitana leggera.

Quando si parla del Canavese e del suo sviluppo, Beppe Pezzetto, sindaco di Cuorgnè non ha dubbi: accantonata la famosa variante Lombardore –Busano, che avrebbe dovuto alleggerire la ex 460 dal traffico pesante diretto ai poli industriali, il trasporto su rotaia, a giudizio del primo cittadino di Cuorgnè, dovrebbe divenire il principale mezzo di trasporto usato dai pendolari. A proposito di sviluppo: la crisi economica ha prodotto un impatto devastante nel tessuto industriale ed economico dell’Alto Canavese.

La chiusura di storici impianti produttivi, il ricorso di massa agli ammortizzatori sociali e il licenziamento di migliaia di lavoratori, ha determinato un drastico cambiamento in negativo anche negli usi e costumi della popolazione canavesana. Ad oggi i comuni devono fare i conti con bilanci più che risicati e i pochi investimenti che è ancora possibile effettuare senza sforare il patto di stabilità che strangola gli enti locali, è necessario che riguardino i giovani, le loro potenzialità, la loro capacità di inventarsi, di mettersi in gioco, di dare vita a nuove iniziative imprenditoriali anche con poche risorse. Un dato di fatto di cui Beppe Pezzetto è pienamente consapevole: “I canavesani non hanno più nel loro bagaglio culturale, la saggezza e l’esperienza dei loro nonni – spiega -. Ovvero il buonsenso, la saggezza che deriva dal fatto di aver compiuto esperienze al di fuori dal territorio in cui si risiede”.

In poche parole, l’alternativa alla deindustrializzazione è quella di dare vita a nuove iniziative capaci di attrarre non solo il turismo ma anche nuovi residenti, ovvero coloro che sfuggono ai ritmi frenetici delle grandi città per trovare tranquillità nelle piccole comunità. “Chi viene nelle nostre cittadine può trovare casa a prezzi decisamente contenuti rispetto a Torino e ritmi completamente diversi – sostiene Beppe Pezzetto -. L’insediamento di nuovi abitanti tra l’altro, creerebbe una ricaduta economica anche sul commercio in generale. Incrementare il flusso turisti è importante, su questo non ci sono dubbi, ma è sull’irresistibile attrattiva che le nostre cittadine possono offrire che noi amministratori dobbiamo puntare, per creare un terziario decisamente più stabile e che abbia soprattutto un futuro anche in termini occupazionali. Ma per far questo bisogna fare in modo che la rete di trasporto pubblico sia adeguatamente potenziata e che gli amministratori pubblici elaborino finalmente una strategia comune per adeguare il nostro territorio ai mutamenti dettati dalla società”.

 

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