Fallimento Asa: il diniego di Chiamparino alla richiesta di aiuto: “Non possiamo fare nulla”

Castellamonte

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28/01/2016

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I comuni che speravano nell'intervento della regione Piemonte dovranno trovare una strategia comune per evitare il default

“Nella vicenda Asa non possiamo intervenire perché non ha titolo per farlo”. E’ lapidaria la risposta del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino al quale il segretario regionale del Partito Democratico e capogruppo dello stesso partito in Consiglio Regionale si era rivolto affinché la Regione intervenisse a sostegno dei comuni che facevano parte del Consorzio nel caso di sentenza sfavorevole dell’arbitrato.

Ergo: i comuni se la dovranno cavare come meglio possono. Sull’intricata vicenda dell’arbitrato, insomma, la Regione non ci mette becco. E così sul tavolo rimangono i 28 milioni di euro che il commissario straordinario Stefano Ambrosini chiederà ai comuni  azionisti del Consorzio per la raccolta e gestione dei rifiuti e alla Comunità Montana. La ricapitalizzazione è necessaria per fare fronte ad una voragine di bilancio che si attesta sugli 80 milioni di euro. Come si sia potuti arrivare a questo è quasi impossibile da spiegare: di certo i tanti comuni che, per anni, non hanno pagato il servizio, hanno contribuito al dissesto finanziario.

Il sindaco di Cuorgnè Beppe Pezzetto e Alberto Rostagno che si auguravano un intervento delle istituzioni superiori, dovranno, insieme colleghi degli altri cinquanta comuni, individuare di concerto con lo studio legale torinese al quale si sono rivolti, una strategia comune che eviti alle amministrazioni di affrontare spese quasi inimmaginabili.

Chiamparino e il vice-presidente Reschigna assicurano il loro impegno per evitare disagi per i cittadini e le imprese delle comunità interessate. Per il resto, ciccia. Anzi, sostengono, abbiamo a suo tempo provveduto al prolungare i tempi di liquidazione delle comunità montane per ridurre l’impatto della pesante situazione debitoria. Quel che preoccupa maggiormente gli amministratori è la ripartizione delle spese che il tribunale di Ivrea deciderà. Questa sera, nel corso del vertice tra sindaci a e legali che si terrà a Castellamonte, si saprà qualcosa di più. Certo è che la Regione Piemonte si è “sfilata” definitivamente.

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