Faceva il “pony express” della droga. Arrestato dai carabinieri operaio ciriacese di 29 anni

Ciriè

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14/06/2019

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Nel sottosella del motorino "Beverly" gli uomini dell'Arma hanno rinvenuto oltre mezzo chilogrammo di marijuana. In manette anche due pusher accusati anche di istigazione alla corruzione

Giovedì 13 giugno Ciriè i carabinieri della sezione radiomobile di Venaria, durante un controllo alla circolazione stradale, hanno arrestato un pony express della droga. Si tratta di un operaio italiano di 29 anni residente Ciriè. L’uomo è stato fermato, intorno alle 15,00 mentre stava viaggiando sulla strada provinciale 18 in via San Pietro, a bordo di un ciclomotore piaggio Beverly: nel sottosella i carabinieri hanno trovato 508 grammi di marijuana. La perquisizione a casa ha permesso di trovare 1 chilogrammo di marijuana, 415 grammi hashish, suddivisi in 4 panetti riportanti la scritta “Bob”, 33 grammi di cocaina, 1500 euro in contanti, materiale per il confezionamento della droga, 2 bilancini di precisione e 3 telefoni cellulari.

La droga con il logo “Bob” è il marchio del momento spacciato dai trafficanti di hashish. Nei giorni scorsi, infatti, i carabinieri avevano smantellato una centrale di spaccio di hashish contraddistinto dal marchio “Bob’. Due spacciatori avevano allestito una centrale per lo spaccio di droga in un appartamento di via Biella, a Torino. I due pusher sono stati arrestati dai carabinieri. In casa sono stati sequestrati 8 chili di hashish, suddivisi in panetti, contraddistinti dal marchio ‘Bob’ e 155 datteri. Per evitare il carcere, i due spacciatori, un 30enne italiano è un 35enne marocchini, hanno offerto ai militari della droga e 6mila euro, chiedendo loro di “chiudere un occhio”. Per questo sono accusati anche di istigazione alla corruzione.

L’attività è scattata nell’ambito dei servizi ad “alto impatto” disposti dal comando provinciale dei carabinieri di Torino nei quartieri Aurora e Barriera Milano. L’operazione era stata condotta dai motociclisti del Nucleo Radiomobile, e da carabinieri in borghese della Compagnia di Venaria che avevano lo scopo di non farsi riconoscere dalle vedette dei pusher. Gli spacciatori, infatti, ricevevano solo su appuntamento telefonico e incontravano solo clienti conosciuti.

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