Economia, la Regione Piemonte istituisce il vaucher di conciliazione per coniugare vita e lavoro

27/04/2018

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Il voucher avrà un importo massimo mensile pari a 500 euro, in caso di tirocinio o inserimento lavorativo part-time e di assunzione fino a 20 ore settimanali per le assistenti famigliari; di 1.000 euro in caso di tirocinio o inserimento lavorativo a tempo pieno e di assunzione oltre le 20 ore settimanali per le assistenti famigliari

Un bonus spendibile in servizi sociali, pubblici o privati, volti a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, sostenendo le persone, investite di responsabilità famigliari, che desiderano entrare per la prima volta nel mercato del lavoro o rientrarvi dopo un periodo di inattività. E’ il voucher di conciliazione, la nuova misura, finanziata con risorse del Fondo sociale europeo per 3 milioni di euro, che la Regione Piemonte renderà operativa nei prossimi mesi, come previsto dalla delibera di indirizzo approvata oggi dalla Giunta, su proposta delle assessore al Lavoro, Gianna Pentenero e alle Pari Opportunità, Monica Cerutti.

“Il voucher di conciliazione – dichiara Gianna Pentenero – risponde a un modello di presa in carico integrata delle persone, con l’obiettivo di accrescere la partecipazione di donne e uomini con carichi famigliari di cura ai percorsi di politica attiva del lavoro. La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, inoltre, tende ad aumentare la partecipazione stessa delle donne al mercato del lavoro ed è noto come un’occupazione femminile di qualità contribuisca a favorire la crescita economica e lo sviluppo del territorio”.

“Questa delibera – aggiunge l’assessore Monica Cerutti – rappresenta un passo importante. Con i voucher vogliamo andare incontro soprattutto alle donne. Su di esse, purtroppo, gravano ancora i maggiori carichi di lavoro all’interno della famiglia. Sono loro a dover spesso badare ai figli e ai genitori anziani. Per questo abbiamo pensato a degli strumenti utili a sollevare coloro che accedono ai percorsi di inserimento lavorativo da questo tipo di mansioni. Il voucher consente, ad esempio, di pagare dei servizi domiciliari tipo babysitter o assistente familiare e di dare respiro alle beneficiarie”.

Il voucher di conciliazione è un intervento sperimentale, che sarà realizzato in collaborazione con la società che attualmente gestisce i buoni pasto elettronici, con l’obiettivo di fornire alle persone inserite nei percorsi di politica attiva del lavoro della Regione Piemonte una sorta di buono virtuale con cui sostenere le spese legate, ad esempio, ai servizi per l’infanzia e la prima infanzia oppure ai servizi socio-assistenziali rivolti ad anziani, malati o disabili.

A poter accedere al voucher, in particolare, saranno coloro che fruiscono del Buono Servizi Lavoro e del Buono Servizi Lavoro Disabili (gli interventi regionali volti a favorire l’occupabilità delle persone disoccupate), per sostenere, nello specifico, il loro inserimento in impresa, attraverso tirocinio o con contratto di lavoro, e le assistenti familiari per favorire il loro inserimento lavorativo in famiglia.

Per beneficiare del voucher occorrerà essere in possesso dei seguenti requisiti: avere responsabilità di cura nei confronti di coniuge, unito civilmente, parente o affine fino al terzo grado oppure di una persona residente nella stessa abitazione (come minori, anziani, disabili, malati cronici), risiedere o avere domicilio in Piemonte, avere un reddito Isee non superiore a 38.000 euro.

Il voucher avrà un importo massimo mensile pari a 500 euro, in caso di tirocinio o inserimento lavorativo part-time e di assunzione fino a 20 ore settimanali per le assistenti famigliari; di 1.000 euro in caso di tirocinio o inserimento lavorativo a tempo pieno e di assunzione oltre le 20 ore settimanali per le assistenti famigliari.
A individuare le persone in possesso dei requisiti per potere beneficiare del voucher di conciliazione saranno gli operatori dei servizi per il lavoro che erogano gli interventi di politica attiva, che aiuteranno anche le persone nella presentazione della domanda, da rivolgere alla Regione, per la fruizione del voucher stesso.

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