Ciriè: “bullismo” in una scuola. Ragazzino di 12 anni pestato e deriso. Indaga la Procura di Ivrea

Ciriè

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19/04/2016

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Per cinque mesi lo studente avrebbe vissuto in vero e proprio incubo. Adesso ha cambiato scuola ed è seguito dagli psicoterapeuti

La scuola? Un luogo da incubo per un giovane studente di 12 anni che frequenta vaun istituto scolastico di Ciriè. Una scuola nella quale non è più voluto tornare, dopo essere stato vittima di un presunto atto di bullismo da parte di alcuni compagni di classe. Tutto è iniziato, nel mese di settembre dello scorso anno, prima con insulti e spinte e, successivamente con le botte. E poi, stando al racconto dei genitori, in alcune occasioni al ragazzino avrebbero infilato la testa nel gabinetto e negli orinatoi. E tutto perché, a causa dei femori retroversi, cammina e corre in maniera un po’ buffa.

Sarebbe stato, insomma, considerato un “diverso” sul quale sfogare derisione e violenza gratuita. Per cinque mesi il ragazzino ha vissuto in un autentico inferno senza che nessuno intervenisse per far cessare quella persecuzioni. I genitori, quando si sono resi cono che il figlio non voleva più mangiare perché lo prendevano in giro per la sua leggera obesità e aveva paura di addormentarsi per non rivivere in sogno i momenti dei presunti pestaggi e delle crudeli prese in giro, si sono decisi a sporgere querela con l’assistenza degli avvocati Cesare Parrotta (penalista)  e Stefano Macaluso (civilista) che hanno chiesto alla scuola un congruo risarcimento per danni fisici e psicologici.

I legali hanno anche scritto al Miur e all’Ufficio scolastico regionale per sapere quali provvedimenti la scuola ha assunto per evitare il ripetersi questi episodi. La preside dell’istituto scolastico ciriacese ha affermato che il dialogo con i genitori era continuo e che la scuola avrebbe fatto tutto il possibile per tutelare l’allievo. La querela relativa al presunto pestaggio che sarebbe stato compiuto il 12 febbraio scorso, è stata archiviata dopo le indagini compiute dai carabinieri. Sulle altre tre querele sta indagando la procura di Ivrea. L’alunno, nel frattempo, ha cambiato scuola ma è assiduamente seguito dagli psicoterapeuti. Una vicenda che, con ogni probabilità, non finirà qui.

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