Castellamonte, no ad Halloween. In oratorio si mangia la gustosa “Supa ad Coi” e si gioca a calcio

Castellamonte

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31/10/2017

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Nella serata di oggi, martedì 31 ottobre, serata alternativa per contrastare la diffusione di quella che è ritenuta una festa pagana che nulla a che fare, a giudizio del parroco, con le tradizione cristiana

L’effigie di un santo da pubblicare sul proprio profilo Facebook, sulle finestre o sulle porte mercoledì 31 ottobre, vigilia della festività di Ognissanti per contrastare il dilagante fenomeno delle feste di Halloween. L’invito mediatico giunge da don Angelo Bianchi, parroco di Castellamonte: il sacerdote da anni combatte a suo modo un “festa pagana” organizzando, con successo, una serata alternativa all’oratorio “La Rotonda” alla quale partecipano molti giovani. In programma per questa sera la celebrazione della Santa Messa, alle 19,30 l’Adorazione Eucaristica, alle 20,30 cena con la tradizionale “Supa ad Coi”, pizza, pasta e dolci a volontà nei capaci locali dell’oratorio parrocchiale al posto delle zucche intagliate e delle feste mascherate.

E dalle 21,00 spazio allo sport con i tornei di calcio e di pallavolo. L’ingresso è libero. Scrive don Angelo Bianchi sulla sua pagina social: “Mi sto domandando se nel mondo e negli uomini c’è ancora coerenza. Si dice tutto e il contrario di tutto con semplicità e senza vergogna. Si sente dire da molti anche da bravi cristiani che, ci stanno rubando le nostre radici, perdiamo la nostra storia e la nostra cultura, calpestano i nostri principi ecc. Ma chi? Con chi vogliamo prendercela? Non siamo forse noi che abbiamo cambiato Gesù Bambino con babbo natale, i Re Magi con la befana, la vigilia dei Santi in Halloween, i crocifissi si tolgono per non disturbare quelli che non la pensano come me, chi ce l’ha imposto? Noi stiamo distruggendo la nostra cultura e le nostre radici, importando da ogni dove, tutto ciò che nulla ha a vedere con la nostra storia e la nostra cultura. Ciò che più è sconcertante che i più accaniti sostenitori di “ci rubano le nostre radici “sono i più accaniti sostenitori di ciò che le nostre “radici” non prevedono. Mostrandoci il volto di una società caratterizzata dal crollo dei valori, dal degrado e in piena decadenza educativa e morale. Una società frustrata, senza più anima, basata sulla violenza, sulla competizione e sull’affarismo”.

 

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