In Canavese si differenzia poco. La Città Metropolitana sanziona 28 Comuni per 700mila euro

Forno Canavese

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17/10/2018

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Forno Canavese il centro urabno più sanzionato con 134 mila euro da pagare. Nella "black list" stilata figurano, tra gli altri, anche Bosconero, Pratiglione, Feletto, Ozegna, Sparone, Rivara e Borgiallo. E sulle sanzioni la polemica innescata dagli amministratori locali

In Alto Canavese si differenzia troppo poco. E allora scattano le multe. 700 mila euro di sanzione che andranno a pesare sulle spalle dei contribuenti perchè le amministrazioni comunali non sono riusciti a raggiungere la soglia prevista e chiesta dalla normativa. La multa comminata dalla Città Metropolitana, l’ente che ha sostituito l’ex provincia di Torino è relativa nell’arco temporale dal 2012 e il 2014. Ad essere interessati sono 28 comunbi canavesani sui 34 individuati dalla Città Metropolitana. Il provvedimento ha già suscitato una ridda di polemiche dato che in alcuni centri urbani, negli anni presi in considerazione, la raccolta differenziata non era neanche stata istituita.

A Forno Canavese tocca il palmares del comune più multato: 134mila euro. E nella “black list” figurano anche Bosconero, Pratiglione, Feletto, Ozegna, Sparone, Rivara e Borgiallo. Sulle sanzioni comunicati ai comuni interessati sono intervenuti alcuni consiglieri regionali chiedendo spiegazioni. Il vice sindaco metropolitano Marco Marocco in una nota pubblicata sul sito web dell’ente butta acqua sul fuoco: “Tengo a chiarire che le sanzioni inviate dalla Città metropolitana di Torino ad alcuni Comuni sono un atto dovuto sulla base della legge della Regione Piemonte n 24 del 2002 che fa espresso riferimento a tutti i Comuni che non raggiungono gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla normativa nazionale e recepiti da quella regionale. Si tratta del 60% del totale nell’anno 2012 e del 65% nell’anno 2013. Con i nostri uffici, i Comuni possono verificare la correttezza del provvedimento e presentare segnalazioni su casi particolari di cui il nostro ente può non essere a conoscenza e che possono far venire meno la sanzione, come è già accaduto per numerosi Comuni a cui era stato contestato il mancato raggiungimento degli obiettivi per l’anno 2011”.

L’esponente politico pentastellato spiega che molti Comuni del territorio metropolitano hanno raggiunto e superato il 65% di raccolta differenziata, ovvero quello che è l’obiettivo vigente, mediante sistemi domiciliari di raccolta, il cosiddetto “porta a porta”.

“Nonostante i sistemi domiciliari siano quelli che, attraverso una spinta responsabilizzazione degli utenti, permettono il raggiungimento di ottime performance – conclude Marco Marocco -, non sono gli unici sistemi attuabili. In diverse realtà sono utilizzati sistemi stradali, o di prossimità, ma attuati attraverso attrezzature riconoscibili e controllabili, come ad esempio i sacchetti con RFID”. In ogni caso Marocco ribadisce che nel provvedimento non c’è alcuna volontà vessatoria e che sarà effettuata una valutazione “caso per caso”.

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