Rivarolo-Cuorgnè, chiusi dalla polizia “Compro Oro” che ricettavano oggetti di valore rubati

Rivarolo Canavese

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27/01/2017

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Due colf approfittavano della loro posizione per trafugare oggetti preziosi che rivendevano successivamente ai negozi. Denunciate quattro persone

Non solo accudivano la casa, ma approfittavano proprio di questo per rubare monete preziose e orologi di lusso che poi rivendano ai “compro oro”: nel corso di un’operazione effettuata dagli agenti di polizia sono stati chiusi ben otto esercizi e i titolari denunciati con l’accusa di ricettazione e di furto aggravato. In Canavese il provvedimento emanato dalla questura riguarda i “Compro Oro”, tutti appartenenti alla stessa catena: in provincia sono stati chiusi i negozi di Rivarolo Canavese in via Farina 18, a Cuorgnè in via Ivrea 21, a Ciriè in corso Nazioni Unite 106,  Chieri in via Carlo Alberto 3/D e Vinovo in via Cottolengo 119.  e a Torino in  corso Svizzera 48 e via Frejus 1/B.

Le due colf sono finite nei guai con l’accusa di furto. I fatti: le indagini degli agenti del commissariato di San Paolo a Torino, sono iniziate nello scorso mese di settembre quando un uomo ha denunciato il furto di monete antiche e rare da collezione che custodiva nel suo appartamento per un valore complessivo di 300 mila euro. Iniziano le indagini: gli agenti, nei giorni seguenti, accertano che la responsabile del furto subito dall’uomo era da attribuirsi alla colf. Questo il meccanismo: la donna sottraeva una decina di monete per volta dalle bacheche e le rivendeva ad un “compro-oro” in cambio di una somma ammontante a mille-duemila euro.

Le monete, stando a quanto ha accertato la polizia durante le indagini non venivano registrate, come accade per la merce acquistata. Il titolare dell’esercizio commerciale ha dichiarato agli investigatori di aver ceduto le preziose monete a un uomo residente in Svizzera: quest’ultimo ha ammesso di averne acquistate almeno 26 pagate 15mila euro. E non è tutto: nel mirino della polizia è finito un dipendente della società proprietaria dei negozi. Nel suo telefono cellulare sono stati trovati messaggi scambiati con il cittadino svizzero e la fotografia di un aureo, trafugato dalla colf.

Il dipendente dell’azienda, che aveva già precedenti per ricettazione custodiva in casa propria alcuni orologi rolex, oggetti preziosi e mille ero in contanti. Ulteriori accertamenti hanno consentito alla polizia di accertar che uno degli orologi era stato rubato da un’altra colf dipendente di un’altra famiglia. Per quell’orologio la colf infedele avrebbe ricevuto mille euro per un orologio che ne vale almeno 6mila. I due uomini sono stati denunciati per concorso in ricettazione, mentre per la società proprietaria dei negozi è stato disposto il sequestro preventivo degli locali.

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