Piemonte e Canavese: accordo per l’assistenza medica nelle Rsa. Più cure per gli anziani

21/11/2022

La Regione Piemonte e sindacati dei medici di medicina generale hanno siglato un nuovo accordo sull’assistenza agli ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali che prevede la presa in carico dell’anziano 24 ore al giorno. L’accordo aggiorna e amplia i confini della precedente normativa regionale, risalente ormai al 1999, nel solco della riorganizzazione generale dell’assistenza territoriale messa in atto dall’Assessorato alla Sanità con lo scopo di riportare al centro il ruolo del medico di medicina generale.

“Valorizziamo, anche sul piano economico, il lavoro che molti medici di medicina generale già svolgono all’interno delle Rsa, incentivando il più possibile l’impiego di nuovi medici per coprire completamente le esigenze di assistenza sanitaria degli ospiti di queste strutture – rileva l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi -. L’obiettivo non è solo curare, ma prendersi cura dei pazienti più fragili, garantendo interventi efficaci di prevenzione e assistenza, in modo da evitare dove possibile il ricorso all’ambito ospedaliero e ridurre i ricoveri inappropriati. Mettiamo a disposizione dei medici e delle strutture anche gli strumenti che consentono il ricorso alle varie forme di assistenza domiciliare, sempre nell’ottica della migliore presa in carico del paziente sul territorio”.

Le aziende sanitarie locali raccoglieranno le disponibilità dei medici necessari a soddisfare le esigenze assistenziali degli ospiti delle Rsa nei singoli territori, prevedendo un rapporto ottimale medio di un medico ogni 30 ospiti, con possibilità di deroga fino a 60. L’assistenza sarà svolta sia in presenza, sia in forma di disponibilità, sia attraverso strumenti di assistenza a distanza e di telemedicina dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 20. Durante le ore di assenza in struttura, i medici garantiranno la continuità dell’assistenza diurna feriale, concertando tra loro un calendario di turni. Dalle ore 20 alle 8 e nei giorni festivi e prefestivi rimane attivo il servizio di Continuità assistenziale (ex Guardia medica).

Gli ospiti delle strutture sceglieranno il medico nell’ambito dell’elenco fornito dai bandi delle Asl, fino al raggiungimento dei rispettivi massimali. Una volta preso in carico, l’assistito verrà cancellato dall’elenco del medico di medicina generale precedente all’inserimento in struttura e, laddove il medico scelto non abbia più disponibilità, sarà assegnato ad un medico operante in struttura che abbia tale disponibilità.

Nello specifico, il medico dovrà garantire al singolo assistito: il controllo periodico sullo stato di salute; la tenuta della scheda sanitaria individuale in uso presso la Rsa, sulla quale sono annotati gli accessi, le considerazioni cliniche, la terapia, gli accertamenti diagnostici, le richieste di visite specialistiche, le indicazioni del consulente specialista e le prestazioni extra eseguite; le indicazioni al personale infermieristico per l’effettuazione delle terapie, da annotare sulla scheda unica di terapia; le indicazioni al personale di assistenza con riguardo alle peculiarità fisiche e psichiche dell’ospite; le indicazioni circa il trattamento dietetico, da annotare nella scheda sanitaria individuale; la partecipazione all’attuazione del progetto individuale predisposto dall’Unità di valutazione di competenza e del Piano assistenziale individuale.

Soddisfazione per l’accordo è stata espressa anche dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Roberto Venesia (Fimmg), Antonio Barillà (Smi) e Mauro Grosso Ciponte (Snami): “Con la firma di questo storico accordo l’assistenza sanitaria domiciliare programmata (Adp), integrata (Adi) e residenziale (Adr) erogata dai medici di medicina generale diventa finalmente un livello assistenziale garantito a tutti gli ospiti delle numerose Rsa presenti sul territorio piemontese. Si colma un vuoto normativo non più tollerabile, che permetterà da subito una giusta assistenza, omogenea e qualificata a tutti gli ospiti. Confidiamo che la complessiva revisione normativa e la rivalutazione economica dell’accordo contribuisca ad arrestare il fenomeno dell’abbandono delle Rsa da parte dei medici cui stiamo assistendo”.

 

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