Ospedale di Cuorgnè: apre il punto di primo intervento. Il Nursind: “Rimarrà a mezzo servizio?”

27/10/2022

Il Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche da tempo chiede la riapertura del Pronto soccorso di Cuorgnè, ma in condizioni di sicurezza e non come “scelta di facciata”. “La politica non deve dimenticarsi che dietro ai lavoratori, ci sono dei lati umani. Quando il 29/10/2020 è stato deciso di chiudere temporaneamente il pronto soccorso di Cuorgnè – commenta Giuseppe Sunna, segretario territoriale del Nursind – è stato un momento che ha impattato emotivamente sugli operatori che ci lavorano e che nei successivi due anni sono stati ricollocati in altre realtà, dove hanno intrapreso percorsi professionali. Ad oggi non ci risulta siano stati coinvolti per un’eventuale riapertura”.

A giudizio dell’eposnente sindacale non sono stati altresì coinvolti altri servizi interessati. La loro nuova ricollocazione comporterebbe criticità nei servizi dove sono stati assegnati se non sostituiti.
“La situazione del personale dell’Asl T04, infatti, non è sicuramente rosea (alla data odierna sono 50 gli infermieri assenti per maternità e sospesi) e su questo punto da tempo chiediamo all’azienda e alla Regione certezze spiega -. Inoltre, l’apertura sulle dodici ore, al fine di evitare rischi per i cittadini e mettere in sicurezza gli operatori, prevederebbe un’organizzazione impeccabile sulla gestione dei trasporti dei pazienti verso il nosocomio Eporediese, che fra le altre criticità già presenti, dovrebbe farsi carico anche di questo.

Allo stato attuale, abbiamo perplessità anche in merito ai locali, che crediamo non permetterebbero una corretta suddivisione dei percorsi per i pazienti covid Sul tema chiederemo l’apertura di un tavolo con l’azienda che dovrà garantirci quanto premesso”.

Infine, il Nursind si augura che l’eventuale riapertura sulle dodici ore, non sia il preludio al non ritorno all’attività di pronto soccorso attivi 24 ore su 24, “così come previsto dalla normativa nazionale e regionale”.

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