23/11/2020

Sanità

I sindaci dell’Alto Canavese insorgono e chiedono la riapertura degli ospedali di Cuorgnè e Castellamonte

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La situazione sanitaria in Canavese preoccupa non poco i 46 sindaci dell’Area Omogenea del Canavese Occidentale. Il portavoce degli amministratori dell’Alto Canavese Alberto Rostagno, sindaco di Rivarolo Canavese, ha inviato una lettera al commissario dell’Asl T04 Luigi Vercellino e all’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi una lettera in cui si chiede di effettuare in tempi celeri una valutazione approfondita della possibilità di riaprire l’ex ospedale di Castellamonte e di riaprire quello di Cuorgnè, oggi trasformato in Covid Hospital.

“Chiediamo da subito un’adeguata valutazione, in questa fase pandemica, dell’utilizzo dell’ospedale di Castellamonte e la garanzia della riapertura nei tempi più celeri possibili del Pronto Soccorso e dei reparti ospedalieri dell’ospedale di Cuorgnè – si legge nella lettera -. Chiediamo inoltre l’utilizzo delle nuove sale operatorie di Cuorgnè per gli interventi utili alla salvaguardia della salute della popolazione locale”.
E ancora: “La morfologia del nostro territorio, unità a oggettive difficoltà nei collegamenti, non può prescindere dalla garanzia di fornire l’adeguata tutela sanitaria ai nostri cittadini: tutte queste strutture ospedaliere hanno sempre garantito servizi imprescindibili per lo sviluppo e la crescita delle nostre valli. Riteniamo non procrastinabile il potenziamento della rete dell’assistenza sanitaria territoriale, sia medica che infermieristica, con gli infermieri di comunità. Siamo consapevoli che l’organizzazione sanitaria debba tornare ad investire sul territorio, utilizzando il grande patrimonio di personale e strutture disponibili, cambiando direzione rispetto alle politiche di concentrazione fino ad oggi perseguite”.

“Chiediamo a nome di tutta la popolazione canavesana che vengano potenziate le strutture ospedaliere esistenti sul nostro territorio mantenendo come presidio di riferimento l’ospedale di Ivrea, qualunque sia la sua futura collocazione – concludono i sindaci -. Viviamo in un periodo storico in cui la sanità è messa al centro delle politiche comunitarie e nazionali, dobbiamo cogliere l’opportunità che ci verrà data di investire nel personale, nell’innovazione tecnologica e nelle strutture sanitarie già presenti sul territorio. Non vogliamo e non possiamo perdere questo treno, chiediamo risposte chiare e soluzione in tempi brevi. Non possiamo più aspettare”.

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