“Buco” di 25 milioni nel bilancio dell’Asl T04. I sindaci non approvano. Si teme per i tagli

09/07/2020

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Il sindacato Nursind lancia l'allarme: "Abbiamo già visto in passato quali siano le azioni per rientrare e far quadrare i conti. Meno servizi e meno personale sono i tagli primari, tagli che non possiamo più permetterci"

Una perdita di 25 milioni di euro e l’assemblea dei sindaci si astiene e non approva il bilancio dell’Asl T04. La parola adesso passerà alla Regione Piemonte che decidere quali provvedimenti assumere. E a questo punto, con la scadenza del mandato del direttore generale Lorenzo Ardissone, l’astensione dell’assemblea, convocata lo scorso lunedì, sembra assumere un significato ben delineato. D’altro canto, il general manager è stato molto chiaro: un piano di rientro per coprire il “buco” di bilancio vorrebbe dire tagliare servizi e personale. Sulla vicenda interviene anche il Nursind (il sindacato delle professioni infermieristiche).

Giuseppe Summa, segretario territoriale del sindacato lancia un messaggio chiaro: “Siamo preoccupati da nuovi tagli che inevitabilmente incombono sulla nostra Asl. La bocciatura del bilancio consuntivo da parte dell’assemblea dei sindaci che evidenzia un notevole disavanzo non ci fa ben sperare. Abbiamo già visto in passato quali siano le azioni da parte di chiunque governi o è posto a dirigere le aziende per rientrare e far quadrare i conti. Meno servizi e meno personale sono i tagli primari, tagli che non possiamo più permetterci”. Il funzionario sindacale rammenta che a suo tempo, all’Asl T04 erano stati destinati ben 10 milioni in meno dalla Regione Piemonte e destinati alla spesa per il personale sanitario.

“Non è accettabile che si tagli ancora – dichiara Giuseppe Summa -. È auspicabile che un eventuale cambio al vertice non si traduca poi a tagli indiscriminati che servirebbe solo a peggiorare l’offerta di cura ed assistenza al cittadino e la condizione di lavoro del personale che come si è potuto ben vedere già in questi mesi non è da considerarsi accettabile. Siamo rammaricati perché la pandemia avrebbe dovuto insegnare qualcosa di veramente importante alla politica, ma pare non sia così. La sanità non potrà mai essere in positivo – conclude l’esponente del Nursind -. Ancora una volta si rischia di tralasciare un diritto costituzionale per interessi di bilancio”.

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