Asl T04, il grido d’allarme del sindacato Nursind: “C’era una volta il pronto soccorso. Un vero incubo”

29/07/2021

C’era una volta il pronto soccorso: inizia così il comunicato del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. Potrebbe sembrare l’inizio di una favola, ma purtroppo quello che stanno vivendo i pronto soccorso dell’Asl T04 è un vero e proprio incubo. A lanciare l’ennesimo grido d’allarme ai vertici dell’Azienda sanitaria canavesana, appena arrivati e ben consapevoli delle gravissime criticità e alla Regione (forse un po’ meno) è Giuseppe Summa, segretario provinciale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche.

“Che i pronto soccorso di questa mega azienda avessero molteplici criticità lo sapevamo e lo denunciavamo da anni, ma purtroppo oggi stiamo percorrendo una strada che sembra non avere ritorno -spiega Summa- con tutte le conseguenze che questo comporta su operatori e cittadini. Purtroppo, continuiamo a ricevere numerose segnalazioni da parte del personale dei pronto soccorso che si dice stremato, stanco psicologicamente e fisicamente. In tanti si sono rivolti allo sportello del disagio lavorativo e chi ha potuto ha cambiato servizio o è scappato altrove. È giusto ricordare che il pronto soccorso è uno di quei servizi che non si è mai fermato e il personale che continua a lavorarci anche 12 ore di fila, è spesso costretto a saltare i propri giorni di riposo per poter garantire il servizio in condizioni di criticità che sembrano peggiorare ogni giorno di più”.

L’esponente sindacale sottolinea come il personale sanitario sia ormai stanco e demotivato e molto spesso, insultato e aggredito dai cittadini che subiscono conseguenze di situazioni non di certo a loro imputabili. È da evidenziare il fatto che i quasi 20mila passaggi di Cuorgnè stanno portando al collasso i Dea degli ospedali di Ivrea e di Ciriè.

“Anche se fortunatamente non tutti sono codici di priorità alta, hanno comunque la necessità di ricevere delle risposte – spiega Giuseppe Summa – Non mancano solo urgentisti (50 nell’Asl T04) e infermieri, soprattutto quelli formati, ma mancano posti letto non solo negli ospedali, dove sono stati ridotti per carenza di personale e per garantire la copertura turni degli stessi pronto soccorso, ma anche nelle Rsa che sono in grave difficoltà. La medicina territoriale rimane inesistente, sono numerosi i numerosi accessi impropri che dovrebbero ricevere risposte altrove. Nei giorni scorsi ho avuto modo di vedere personalmente la situazione dei pronto soccorso di Ivrea, di Ciriè e di Chivasso commenta Giuseppe Summa. Barelle in attesa ovunque senza possibilità di garantire il distanziamento e numerosi pazienti con codice bianco a lamentarsi delle tante ore di attesa. Il problema principale in questo momento infatti, è lo stazionamento dei pazienti nei pronto soccorso. In pratica gli stessi restano per numerosi giorni in attesa di un posto letto.  Il pronto soccorso non dovrebbe essere un reparto di degenza”.

Sulla scorta di queste considerazioni il Nursind chiede alla politica e soprattutto alla Regione di lavorare per trovare assieme soluzioni tempestive. Non si può far finta di non vedere un problema di una portata di queste dimensioni, sostiene il sindacato delle professioni infermieristiche.

“Non possiamo continuare solo a dire che mancano medici perché questo lo abbiamo capito, ma bisogna decidere quali servizi vogliamo garantire e soprattutto che tipo di servizi vogliamo offrire ai cittadini, ai quali chiediamo sostegno – conclude Giuseppe Summa -.  Ai vertici dell’Asl T04, appena arrivata e consapevole delle criticità, chiediamo di trovare assieme soluzioni. Oltre alle assunzioni per le quali sappiamo ci si sta muovendo, occorrono chiaramente posti letto e una medicina territoriale che funzioni.

È necessario intervenire sull’organizzazione interna, fornire supporto psicologico al personale motivandolo e cercando di comprendere i motivi che spingono lo stesso ad andar via. Occorre investire urgentemente sulla formazione del personale neoassunto, prevedere risposte alternative come quella del ‘see and treat’ modello Toscana e non ultimo, serve un sistema incentivante che premi il disagio e richiami professionisti verso il pronto soccorso”.

Nei giorni scorsi su questo punto, Nursind ha inviato una proposta alla Direzione Generale. Infine, Summa si dice preoccupato anche per la situazione di Cuorgnè e Lanzo, dove il personale in attesa di conoscere il proprio futuro, ha manifestato l’intenzione di voler trasferirsi in altre aziende. Su questo Nursind lancia un messaggio chiaro, niente riconversioni o chiusure. Si trovino soluzioni, altrimenti inizieremo presidi di protesta.

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