“Vesti troppo all’occidentale”. 66enne vieta alla figlia jeans e magliette e lei lo denuncia per stalking

Perosa Canavese

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20/12/2018

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Il legale dell'imputato sostiene che il suo cliente ha legittimamente esercitato, come padre il diritto di controllo. L'accusa gli contesta gli atti persecutori

E’ finito al banco degli imputati con l’accusa di stalking per non aver approvato il fatto che la figlia vivesse troppo all’occidentale: protagonista del processo penale che si sta celebrando in tribunale a Ivrea è un marocchino di 66 anni residente a Perosa Canavese. E’ stata la figlia 17enne (che adesso vive con la madre) a denunciarlo per quel suo comportamento così invadente tanto da complicarle la vita in modo totale. Il fatto è accaduto nel periodo intercorso tra il mese di settembre 2014 e quello di agosto del 2016, quando la fanciulla era ancora minorenne.

In quel periodo, proprio mentre l’uomo si stava separando dalla moglie (anch’essa originaria del Marocco) l’uomo ha iniziato a seguire la figlia: si recava nei luoghi che la ragazza frequenta, l’attendeva all’uscita da scuola e ha iniziato a controllare in modo ossessivo amicizie e conoscenze.

L’uomo non risparmia alla figlia rimproveri e continui litigi per il comportamento e per indossare magliette e jeans. Il motivo? Uno stile di vita troppo occidentale che poco si confà con il concetto di famiglia dell’uomo.

Due anni fa, dopo l’ennesimo litigio, la ragazza, esasperata, si reca in caserma dai carabinieri e denuncia il padre per stalking. I legali dell’imputato rigettano l’accusa e sostengono che di fronte al comportamento ribelle, il loro assistito aveva tutto il diritto di controllare amicizie e frequentazioni per evitare che la fanciulla potesse frequentare cattive amicizie.

Il giudice monocratico ha rinviato l’udienza all’inizio del prossimo anno.

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