Venaria: ex centrocampista del Torino muore a Brandizzo durante una partita di calcetto

Venaria

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02/02/2019

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Angelo Cappellazzo è deceduto per una crisi cardiaca all'età di 73 anni. Giocò con Meroni e Pulici. Il calciatore è morto sul campo di calcio quando aveva appena finito di giocare e si era appena seduto in panchina

Aveva appena finito di giocare e si era seduto in panchin a quando, all’improvviso, si è accasciato su se stesso stroncato presumibilmente da un malore fulminante. E’ morto nell’arco di pochi istanti Angelo Cappellazzo, 73 anni, residente a Venaria Reale nel corso di una partita di calcetto che stava giocando con gli amici a Brandizzo. Sul posto è tempestivamente accorso il personale sanitario che ha praticato all’uomo il massaggio cardio-polmonare, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile, nonostante gli amici avessero già usato il defibrillatore. Angello Cappellazzo era un “ragazzo del Filadelfia”: la sua carriera calcistica iniziò nelle giovanili del Torino, quella cresciuta nel ricordo di Valentino Mazzola e della tragedia di Superga e, se il caso non ci avesse messo lo zampino, avrebbe debuttato in seria A nella prima squadra allenata, allora, dal mitico Nereo Rocco.

L’attività sportiva di Angelo Cappellazzo, da allora, è proseguita nel Legnano (insieme a Poalino Pulici) e nell’Omegna e nell’Albese. Il dramma si è consumato intorno alle 21,00 di ieri, venerdì 1° febbraio, al centro sportivo di via Malonetto 67 a Brandizzo. Sull’improvviso decesso di Angelo Cappellazzo stanno indagando i carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Chivasso: la salma dell’ex giocatore granata è stata composto nelle camere mortuarie del vicino ospedale di Chivasso a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Tanti i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia. In un post pubblicato sui social un caro amico esprime tutta la sua angoscia per l’improvvisa scomparsa di Angelo Cappellazzo: “Eri il mio idolo quando da ragazzo andavo allo stadio. Hai fatto gioire, con le tue prodezze, i tifosi e non solo, che hanno potuto apprezzare tutte le tue qualità, non solo tecniche, che su quel rettangolo di gioco trasmettevi a tutti, compagni e avversari. Sei stato, per me, il giocatore più forte in assoluto di Alba che ho potuto ammirare, e la tua umiltà, quel tuo sorriso beffardo sotto quei baffetti non li scorderò mai”.

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