Valperga, studenti e popolazione contro la pena di morte e, il campanile, s’illumina di blu

Valperga

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01/12/2015

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L'Amministrazione comunale ha aderito all'iniziativa proposta dalla Comunità di Sant'Egidio. Protagonisti i ragazzi delle medie

Il campanile della cattedrale di Valperga illuminata da una vivida luce blu, emanata da grandi riflettori, per una sera, quella di ieri, è diventata il simbolo della lotta contro la pena di morte nel contesto di un evento promosso dalla Comunità di Sant’Egidio che ha subito incontrato il favore dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Gabriele Francisca.

Protagonisti assoluti della serata sono stati gli studenti della terza media valperghese. In programma la proiezione della pellicola dal titolo “Dead Man Walking”: un film avvincente che, in sintesi, narra la drammatica vicenda accaduta in Lousiana di Matthew Poncelet, che, insieme a un amico, Carl Vitelli, è accusato di aver ucciso, di notte, due fidanzati che si erano appartati in un bosco. Vitello, che è ricco, assume uno staff di agguerriti avvocati e riesce a ottenere la condanna all’ergastolo. Matthew invece, viene condannato alla pena di morte. Sarà Suor Helen a dare conforto al condannato nel braccio della morte fino a quando non gli verrà iniettata l’iniezione letale e giustizia sarà fatta. Un film toccante, struggente, che evidenzia come la pena di morte, per molti non sia la soluzione per evitare che si compiano reati delittuosi. Al termine della proiezione che ha avuto luogo nel nuovo teatro restaurato dall’Amministrazione comunale valperghese, gli studenti, accompagnati da una numerosa folla di genitori e di cittadini, si sono recati sotto alla torre campanaria e, a turno, hanno letto, non senza una venatura di evidente emozione, alcuni brani letterari di autorevoli scrittori come Cesare Beccaria, Tolkien, Tolstoj che testimoniano tutta l’orrenda tragicità delle esecuzioni capitali.

L’evento denominato “Cities for live, anche Valperga contro la pena di morte” è stato caratterizzato da una valenza social-culturale. La tutela della salute e della sicurezza dei cittadini non può essere, come è stato spiegato nel depliant distribuito ai ragazzi e ai partecipanti, dalla pena di morte. Chi è favorevole alla pena di morte o contrario alla sua abolizione, in genere non riconosce principi giuridici universali se non quelli riposti nel diritto naturale, contestando sul piano filosofico il fondamento dei diritti umani. Togliere la vita a un condannato per reati come l’omicidio volontario non è, si legge nel depliant, un deterrente efficace, non può essere un omicidio premeditato da parte di uno Stato, è sinonimo di discriminazione e repressione, non dà necessariamente conforto alle famiglie delle vittime e può uccidere un innocente in caso di un errore giudiziario (spesso per difesa legale inadeguata) e, infine è inutilmente costosa.

I destini del nostro territorio, del nostro Stato e dei Paesi che costituiscono la comunità mondiale, saranno presto nella mani di nuove generazioni che dovranno essere preparate e informate, per poter assumere le giuste decisioni, soprattutto su un tema, come quello della pena di morte e delle gravi misure detentive, che da decenni contrappone a volte in a muso duro favorevoli e contrari. La moderna civiltà si basa sull’applicazione di un diritto che tuteli, sia pure con dovuti distinguo, la crescita di una società socialmente equilibrata, regolata da una legislazione (anche giudiziaria) che non faccia distinzioni tra le diverse classi sociali e che assicuri a tutti il diritto di potersi difendere adeguatamente in caso di accuse più o meno comprovate.

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