Rivarolo: stop all’amianto pericoloso. Controlli nelle case e nei condomini

Rivarolo Canavese

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29/03/2016

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I proprietari e gli amministratori degli stabili dovranno verificare le condizioni delle coperture e dei tetti e, in caso di deterioramento, provvedere alla rimozione delle lastre

Coperture e tetti in amianto? Dalla scorsa settimana devono essere più che sicuri: in caso contrario i proprietari degli edifici saranno chiamati a eseguire gli opportuni controlli e, nel caso in cui, l’eternit dovesse presentare difetti, sono obbligati a provvedere nel più breve tempo possibile. Dalla scorsa settimana un’ordinanza del sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno, ne rende obbligatorio il controllo. Le lastre di Eternit sfibrate e corrose dal tempo e dalle intemperie costituiscono un pericolo per la salute pubblica. Sono le fibre, trasportate dal vento e inalate dai cittadini, che si conficcano negli alveoli bronchiali e causano infiammazioni che poi possono sfociare nell’asbestosi e nel mesotelioma pleurico, una forma tumorale che non lascia scampo.

Per questa ragione in ottemperanza a quanto disposto dalla vigente normativa regionale e nazionale, i proprietari di edifici, compresi i capannoni industriali in attività o dismessi, dovranno procedere, a loro spese ai controlli effettuati da tecnici qualificati e, in caso di deterioramento del materiale, provvedere alla sua sostituzione. L’obbligo riguarda anche gli amministratori di immobili che sono tenuti alla bonifica dei condomini da loro amministrati.

L’intervento è indispensabile in caso di friabilità del materiale, di crepe, rotture o sfaldamenti, sviluppo di muffe o licheni, presenza di materiale pulvurento in corrispondenza di scoli d’acqua e nella gronda o in caso di presenza di materiale pulvurento aggregato in piccoli stalattiti in corrispondenza dei punti di sgocciolamento. In caso in cui i trasgressori non dovessero provvedere ad effettuare il previsto controllo e, nel caso, la sostituzione dell’amianto deteriorato, saranno perseguiti ai sensi dell’articolo 347 del codice di procedura penale e oggetto di una sanzione amministrativa che va dai 25 ai 550 euro. L’ordinanza è affissa all’albo pretorio del Comune e consultabile anche sui manifesti murali affissi su tutto il territorio cittadino.

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