Ivrea, Olivetti è il giorno dell’accusa: “Sull’amianto non si poteva non sapere”

Ivrea

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24/09/2015

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Lunedì prossimo sarò la volta delle arrighe degli avvocati difensori degli indagati. Sono tredici le vittime accertate

Secondo la pubblica accusa l’Olivetti non poteva non essere a conoscenza del pericolo costituito dall’amianto presente negli stabilimenti disseminati nel Canavese e, nonostante tutto, non avrebbe fatto nulla per evitare che i dipendenti contraessero patologie mortali come, ad esempio, il mesotelioma pleurico che, al momento, è incurabile.

Nell’udienza che si è tenuta ieri in tribunale a Ivrea il pubblico ministero Laura Longo ha confermato al Giudice dell’Udienza Preliminare Cecilia Marino le richieste di rinvio a giudizio nei confronti del 29 imputati tra i quali figurano nomi di spicco del gotha dell’Olivetti: i fratelli Carlo e Franco De Benedetti, i figli dell’ingegnere Marco e Rodolfo e l’ex ministro Corrado Passera, accusati di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime e Roberto Colaninno al quale vengono contestate le lesioni plurime. L’inchiesta che va avanti da tempo e le conclusioni sono contenuti in un voluminoso dossier costituito da ben 36 mila pagine.

Questa la tesi dell’accusa: l’azienda avrebbe bonificato in ritardo gli stabilimenti, esponendo in questo modo i dipendenti a correre rischi per la loro salute dato che nelle lavorazioni venivano usate sostanze pericolose come il talco contenente da tremolite d’amianto. E’ da sottolineare il fatto che, in caso di condanna degli imputati, Telecom Italia (che nel 2003 aveva inglobato Olivetti) dovrà risarcire in solido le parti civili che si sono costituite durante il processo. Ieri il legale che rappresenta il gestore telefonico ha dichiarato che il gruppo di telefonia intende costituirsi parte civile insieme ai 29 imputati.

La cronaca registra in questo contesto un episodio rilevante: lo scorso anno l’azienda telefonica è stata condannata dal giudice del lavoro Luca Fadda a risarcire con un 1 milione e duecento mila euro la famiglia di Franca Lombardo, residente a Burolo, che ha perso la vita, all’età di 69 anni, a causa del mesoteliona pleurico.

Il prossimo lunedì, toccherà ai legali del collegio di difesa esporre davanti al giudice le loro tesi. I decessi finora accertati sono tredici.

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