Ivrea, in tribunale lo scandalo delle “patenti facili”. In undici hanno chiesto i riti alternativi

Canavese

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29/10/2015

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Dei diciannove imputati per falso ideologico e sostituzione di persona, 6 andranno e processo e 12 hanno richiesto i riti alternativi

Lo scandalo delle “patenti facili” approda in Tribunale a Ivrea. Davanti al Giudice per le Indagini Preliminari Stefania Cugge, sfileranno gli 11 imputati che sono stati accusati di falso ideologico e sostituzione di persona e che hanno chiesto di ricorrere ai riti alternativi. Sulle richieste il Gip deciderà il 25 novembre. Per il principale accusato Valter Brunero Manera, 57 anni, di Cuorgnè (che ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato), la procura ha richiesto l’incidente probatorio fissato per il prossimo 6 novembre. Dei 19 imputati (tutti accusati dei medesimi reati) sei hanno scelto di affrontare il processo.

Il castello accusatorio della procura di Ivrea si basa sull’ipotesi che Brunero Manera fosse il punto di riferimento per camionisti e professionisti e che questi, per far riottenere il documento di guida agli interessati, avesse ideato un complesso sistema per aggirare i controlli dopo il ritiro della patente da parte delle forze dell’ordine, per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

In sintesi: i test ematici ai quali automobilisti e conducenti di mezzi pesanti avrebbero dovuti sottoporsi per accertare la presenza di alcol e droga nel sangue, venivano elusi con scambi di persona. Ovvero, in laboratorio al posto del conducente, puntualmente si presentava un’altra persona. Il sistema era efficace: nei referti di laboratorio che dovevano essere esaminati dalle commissioni di medicina legale di Strambino, in questo modo non risultavano tracce di alcol o stupefacenti.

Preso atto delle risultanze, la patente di guida veniva restituita ai rispettivi proprietari e Valter Brunero Manera, a giudizio del pubblico ministero, incassava tra i 300 e i 1.000 euro per ogni documento restituito.

Tra gli imputati canavesani figurano Bernardo Peroglio, 73 anni, di Rocca Canavese (che ha chiesto il patteggiamento); Nicola Nobilini, 65 anni, di Borgiallo (rito abbreviato); Gianni Enrici Baion, 46 anni, di Ciriè (patteggiamento); Giuseppe Corgiat Mecio, 47 anni, di Corio, (che ha chiesto di patteggiare; Aldo Dematteis, 38 anni, di Ciriè (andrà a processo);  (rito abbreviato); Luigi Fortunato Riviera, 51 anni, di San Giusto, (andrà a processo); Antonio Griglione, 58 anni, di Ciriè (rito abbreviato); Donato Corvi, 53 anni, di Traversella, (rito abbreviato); Domenico Arnodo, 58 anni, di Lessolo, andrà alla sbarra mentre Mauro Enrici Baion, 44 anni, di Ciriè, ha richiesto il rito abbreviato.

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