IVREA: AD APRILE IL PROCESSO SULLE MAZZETTE PER IL “CARO ESTINTO”

Ivrea

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20/12/2015

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Le indagini avrebbero appurato che i sanitari coinvolti consigliavano ai parenti a quale impresa funebre rivolgersi

Gli impresari di onoranze funebri avrebbero pagato alcuni infermieri di due ospedali canavesani per accaparrarsi i funerali dei pazienti deceduti. Un’accusa non di poco conto, ma che rivela scenari inquietanti. Quello canavesano non è il primo scandalo che riguarda il “caro estinto”. A Torino negli anni scorsi venne alla luce un vertiginoso giro di “mazzette” che terminò con una lunga serie di condanne.

Il sette aprile del 2016 sfileranno davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare (Gup) ben sedici persone convolte nell’inchiesta avviata dalla procura di Ivrea nello scandalo delle “mazzette” negli obitori: Quattro infermieri (tre che lavoravano all’ospedale di Ivrea e uno a quello di Cuorgnè) e alcuni titolari e dipendenti di agenzie di onoranze funebri attive in tutto l Canavese. Queste le accuse a vario titolo: truffa e favoreggiamento. Il procuratore capo Giuseppe Ferrando è intenzionato a chiedere il rinvio a giudizio di tutti gli indagati.

Le indagini, ccordinate dalla procura avrebbero appurato che gli infermieri (in seguito oggetto di provvedimenti disciplinari disposti dai vertici dell’Asl To4) coinvolti nell’inchiesta, fornivano specifici “consigli” ai famigliari delle persone decedute negli ospedali sull’impresa funebre alla quale rivolgersi. E non è tutto: in alcuni casi il personale sanitario effettuava la vestitizione delle salme con una particolare cura e attenzione nei casi in cui gl’imprenditori delle agenzie funebri erano disposti a elargire qualche incentivo in denaro che andava dai 50 ai 100 euro. Una prassi che, secondo i magistrati, era più che consolidate.

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