Belmonte, spenti gli ultimi fuochi. Chiamparino: “Grazie ai volontari Aib e ai vigili del fuoco”

Belmonte

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26/03/2019

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Il presidente Anci Piemonte Alberto Avetta: "Oggi più che mai ritengo opportuno rilanciare un appello: bisogna continuare ad investire sui servizi di tutela ambientale e di protezione civile, per garantire alle comunità gli strumenti necessari per gestire al meglio situazioni complesse come quella che sta interessando il Canavese "

Spenti gli ultimi focolai nella collina di Belmonte sembra essere tornata la quiete dopo un giorno e mezzo di inferno. Appurato il dolo adesso è caccia aperta ai piromani che hanno devastato un riserva naturale, come quella del Santuario, vanto e orgoglio del Canavese. Non sarà per nulla facile trovare elementi utili perchè il fuoco cancella tutto ciò che incontra sul suo cammino. Nel pomeriggio di oggi, martedì 26 marzo, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e all’assessore regionale alla Montagna Alberto Valmaggia hanno visitato i luogi devastati dai roghi. E’ necessario colpire con durezza le persone che mettono a repentaglio con il patrimonio naturalisticco e ambientale, la vita delle persone – ha detto il presidente nel corso del sopralluogo, riferendosi all’origine dolosa degli incendi.

Stando a quanto è emerso l’incendio ha attraversato un’ampia area di 400 ettari. Sergio Chiamparino si è soffermato sul grande e impegnativo lavoro svolto da 85 volontari Aib e oltre 40 vigili del fuoco e li ha ringraziati con calore: “Grazie all’impegno non ci sono stati danni alle persone e al Santuario con le cappelle – ha detto Chiamparino -. Soltanto due case sono state danneggiate. -. Il mio sopralluogo è anche un ringraziamento alla generosità e alla fatica di questi uomini e di queste donne”.

L’allerta non è rientrata, soprattutto adesso che i roghi sono stati domati, grazie anche alla caduta del forte vento che nella serata di ieri, lunedì 25 marzo, ha spazzato tutto l’Alto Canavese. I carabinieri forestali indagano per risalire all’identità dei presunti piromani.

Anche Alberto Avetta, sindaco di Cossano Canavese e presidente di Anci Piemonte mette in rilievo l’importanza dei presidi territoriali: “E’ di fronte a situazioni drammatiche come quella del canavese che possiamo toccare con mano l’importanza straordinaria del ruolo di presidio territoriale svolto quotidianamente dai nostri amministratori locali. Ed è proprio grazie ai nostri sindaci, impegnati gratuitamente ed incondizionatamente nella salvaguardia dei loro territori, se quasi sempre si riescono ad evitare tragedie. Ancor più nei piccoli Comuni, nelle realtà periferiche e montane. Lo dico da sindaco di un piccolo Comune del canavese”. Per quanto concerne i roghi che hanno distrutto la riserva naturale del Sacro Monte di Belmonte e che interessano i Comuni di Pertusio, Valperga, Cuorgnè, Prascorsano e Borgiallo il presidente regionale Anci nella mattinata di oggi, martedì 26 marzo, ha incontrato alcuni sindaci della zona ai quali ha assicurato tutta la vicinanza e il sostegno dell’Anci Piemonte.

“Mi auguro che i responsabili di eventuali fatti dolosi vengano al più presto assicurati alla giustizia. Oggi più che mai ritengo opportuno rilanciare un appello: bisogna continuare ad investire sui servizi di tutela ambientale e di protezione civile, per garantire alle comunità gli strumenti necessari per gestire al meglio situazioni complesse come quella che sta interessando il Canavese – dichiara Alberto Avetta -. Passata la tempesta, ci sarà un gran lavoro da fare: occorrerà capire cosa fare delle piante carbonizzate, se abbatterle nell’immediato o meno. Nessuno di noi dimentica ciò che è accaduto in Val Soana e a Locana un paio di anni fa. Al di là dell’emergenza, ci preoccupa ciò che verrà dopo ovvero gli ulteriori danni che eventuali dilavamenti e fiumi di fango potrebbero causare al territorio. Al governo e alla Regione chiediamo di non lasciare soli i sindaci”.

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