Per i giudici la Abbattista è estranea all’omicidio Rosboch. Depositate le motivazioni della sentenza

Ivrea

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12/09/2018

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Le testimonianze che avrebbero dovuto "inchiodare" l'imputata non sono state considerate probanti dal collegio giudicante. I legali della donna ricorreranno in Appello per la condanna per truffa

Se esistono elementi ragionevoli per provare l’accusa della truffa perpretrata ai danni dell’ex professoressa di Castellamonte Gloria Rosboch, per i giudici del tribunale di Ivrea il concorso in omicidio non è stato provato: per questa ragione Caterina Abbattista, madre di Gabriele Defilippi reo confesso dell’omcidio della Rosboch, condannato a 30 anni, non è stata ritenuta colpevole nel corso del processo celebrato, come aveva richiesto, con il rito ordinario, di aver partecipato all’assassinio della ex insegnante.

Nelle motivazioni della sentenza assolutoria, pronunciata il 19 giugno scorso, depositate dai giudici del tribunale di Ivrea nella giornara di ieri, le testimonianze che avrebbero dovuto “inchiodare” l’imputata non sono state considerate probanti: è il caso del figlio più piccolo di Caterina e fratellastro di Gabriele Defilippi, ed è il caso della testimonianza resa da Sofia Sabouh, la fidanzata ventenne di Gabriele ed è il caso della perizia compiuta sui tabulati telefonici (che dovevano dimostrare che la Abbattista si trovava all’esterno dell’ospedale di Ivrea dove lavorava nell’ora in cui si stava consumando il delitto), sono state considerate “inconsistenti”.

La Corte ha invece ritenuto che gli elementi raccolti sulla truffa da 187 mila euro fossero sufficienti a dimostrarne il suo coinvolgimento. Per questo la donna, difesa dagli avvocati Gianpaolo Zancan e Tommaso Levi è stata condannata a una pena di 14 mesi. Contro quella condanna i legali hanno preannunciato ricorso in Appello. La procura deciderà il da farsi, dopo aver attentamente esaminato le motivazioni della sentenza penale.

Nel frattempo, dopo l’assoluzione, Caterina Abbattista è stata reintegrata dall’Asl T04 e adesso lavora in una struttura sanitaria a San Mauro Torinese, lontano da quel Canavese teatro di un turpe omicidio che ha spezzato per sempre la vita e i sogni della 49enne Gloria Rosboch.

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