Favria: all’Istituto Comprensivo la storia di Ibrhaim, giovane migrante giunto in Italia dal Mali

Favria

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07/02/2019

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La scelta di parlare del fenomeno migratorio durante le commemorazioni per la Shoah, è nata dall’intento di sensibilizzare i ragazzi alla tematica delle discriminazioni, così attuale in questo periodo. L'iniziativa dimostra dimostrano come i popoli siano legati da una cultura simile, che travalica ogni confine

L’Istituto Comprensivo di Favria è sempre molto attento a cogliere le suggestioni del mondo circostante. La scuola si caratterizza infatti da tempo, non solo come luogo di istruzione, deputato all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze necessarie per affrontare il successivo grado di istruzione, ma vuole essere anche il luogo di educazione, dove i ragazzi possano cioè maturare ed essere un domani cittadini critici e consapevoli. E’ secondo questa “vision” dell’Istituto, che nei giorni scorsi, i docenti della Scuola Secondaria hanno voluto celebrare la Giornata della memoria, per dimostrare quanto è importante conoscere il passato e il presente per sperare in un futuro migliore.

Le numerose attività progettate, dallo spettacolo con canti e letture, alla visione di diversi film sulla tematica, fino all’esperienza di rivivere concretamente cosa significasse essere studenti ebrei, attraverso la simulazione dell’espulsione di una ragazza “ebrea”, sono culminate in un incontro estremamente toccante. E’ stato infatti invitato a scuola Ibrhaim, un ragazzo del Mali, giunto in Italia su un barcone tre anni fa. La scelta di parlare di migranti, durante le commemorazioni per la Shoah, è nata dall’intento di sensibilizzare i ragazzi alla tematica delle discriminazioni, così attuale in questo periodo.

Gli alunni delle terze classi, con gli occhi lucidi ed il cuore gonfio di sentimenti, hanno appreso dalla testimonianza del diretto protagonista cosa voglia dire lasciare la propria famiglia, la propria casa, essere prigioniero in Libia, costretto a lavorare fino allo sfinimento, picchiato a sangue e frustato, con la paura costante di essere ucciso.

Ibrhaim ha rischiato la propria vita in cerca di un’esistenza dignitosa, ha sfidato i flutti del Mediterraneo, dove tanti ragazzi come lui hanno trovato la morte, fino allo sbarco in Italia, all’accoglienza in un centro a Montalto Dora. E lì è rinato una seconda volta: ha trovato una famiglia che lo ha accolto, curato, aiutato a studiare e a crearsi un futuro.

Oggi il ragazzo è un mediatore culturale, ma nonostante nei suoi occhi si legga la gioia per aver trovato accoglienza e affetto sincero, si scorgono anche la nostalgia della sua terra e la paura di incontrare chi lo considera un pericolo e lo rifiuta.

Il ruolo della scuola è quello di educare all’accettazione, all’inclusione, all’accoglienza e di lottare contro ogni forma di discriminazione e per questa finalità la Scuola Secondaria dell’I.C. Favria ha deciso di dedicare la settimana dedicata allo sviluppo delle competenze trasversali, che tradizionalmente occupa gli studenti delle classi prime e seconde, dopo la conclusione del primo quadrimestre, alla tematica dell’intercultura con un progetto dal titolo “Il mondo nella nostra scuola”.

Il mondo allora entra nella scuola con i migranti che questa volta, non solo raccontano la loro storia agli alunni più piccoli, ma attraverso le fiabe tradizionali dei loro paesi di origine dimostrano come i popoli siano legati da una cultura simile, che travalica ogni confine.

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